Articolo
Flavio Fusi Pecci

Solidarietà espansiva

Lavoro, casa, salute costituiscono le risorse cruciali per offrire dignità e diritto di cittadinanza ad ogni individuo, senza distinzioni di nazionalità, razza, sesso, età, cultura, etc. In particolare, il lavoro è una componente fondamentale perché, per così dire, “fornisce energia” all’intero sistema di vita personale e della società nel suo complesso. Non a caso, in fisica, l’unità di misura che quantifica lavoro ed energia è la stessa: il Joule (o il Watt se riportata all’unità di tempo). Quindi se fornire lavoro equivale a immettere energia, allora è necessario rendersi conto che si tratta di una “ricchezza” che va offerta a tutti e condivisa e regolata quanto piú possibile in modo efficace, giusto e solidale.

Oggi un po’ in tutto mondo, ma, in particolare in Italia, la risorsa-lavoro sta subendo una fortissima variazione non solo in quantità di offerta (drastica diminuzione), ma anche e, per tanti aspetti soprattutto, in termini di tipologia e qualità. Ciò pone in modo addirittura drammatico la necessità di ripensare e rivedere profondamente l’intera “filiera” collegata al lavoro. In particolare, bisogna capire non solo come si possa creare lavoro (in quantità e qualità necessaria), ma anche se e come si possa ridistribuire su una popolazione piú vasta possibile, garantendo efficienza, economicità, giustizia.

Infiniti sono gli studi, i dibattiti, gli incontri, gli scontri, su questo tema. A noi è sembrato un modo interessante e costruttivo per affrontarlo cercare di approfondire e vagliare una proposta di legge regionale, presentata da Piergiovanni Alleva, in discussione in queste settimane, perché esplora in modo anche quantitativo la possibilità di incrementare considerevolmente il numero di lavoratori attivi, almeno in varie aziende e per varie funzioni. Ne abbiamo discusso la “praticabilità” in un vivace incontro pubblico.

Sempre in regione E-R è in esame in questo periodo la nuova legge urbanistica intorno alla quale è in corso un dibattito che merita un’ulteriore, accurata analisi, perché attiene alla valutazione ed al bilanciamento fra quella che si può chiamare la urbanizzazione “pubblica” e quella “privatizzata”. E’ facile capire che questa nuova legge andrà ad impattare in modo significativo sulla gestione del territorio, improntata fino ad oggi in Emilia e Romagna su una visione di forte limitazione delle possibili speculazioni edilizie e su piani urbanistici, attenti alla conservazione dell’ambiente e della funzionalità pubblica. Ovviamente niente è immutabile ed eventuali adeguamenti delle normativa sono possibili. E’ tuttavia necessario che venga svolto un approfondito esame ed una valutazione tecnica strategica globale in cui l’interesse della comunità pubblica regionale e locale sia considerato prioritario rispetto ad altre esigenze esplicite o “criptate” e quindi aperte a deroghe ed estensioni. A questo proposito Ugo Mazza, ex-consigliere regionale, pone alcune domande che meritano attenzione e risposta.

In tanti rimpiangiamo l’Ulivo o, meglio, lo spirito ideale originario. Abbiamo chiesto ad Arturo Parisi di rispondere ad alcune domande e, in particolare, di illustrarci sinteticamente quali fossero “la radice ed il sogno” alla base del progetto dell’Ulivo e “se, come e quando” potrebbe rinnovarsi e rinascere sollecitato dalle nuove generazioni. Le sue incisive risposte fanno risalire quelle radici, fra l’altro, agli anni ’60, anni dei movimenti e del Concilio. Ciò conferma che un grande progetto nasce e richiede un lungo processo di maturazione e gestazione e coinvolge eventi e persone di grande levatura e spessore culturale ed ideale, oltre che un popolo attento ed aperto alla innovazione. In questo contesto Massimo Toschi ricorda la figura e l’opera di uno studioso, Giuseppe Alberigo, che del Concilio e degli avvenimenti ad esso in qualche modo collegati ha fatto una ragione di lavoro e di vita.

Non mancano anche in questo numero infine, alcuni temi che rientrano nella tradizione, ormai venticinquennale, del nostro giornale. Parliamo infatti di un problema importante della pubblica amministrazione, del rapporto difficile e spesso ambiguo fra “comunicazione e realtà/verità”, di xenofobia e protezionismo, di un interessante passo avanti nella ricerca di una qualche forma di vita al di fuori del sistema solare, e, infine, ma certo ancora piú importante e concreta, della esistenza e della efficacissima attività della Associazione “Il Seno di Poi” che di fornisce aiuto e sostegno nella lotta contro il tumore alle donne che hanno subito interventi al seno.

Flavio Fusi Pecci

P.S. In chiusura del giornale apprendiamo della scomparsa di Luigi Pedrazzi. Ci stringiamo ai familiari e ai tanti amici nel ricordare un protagonista del mondo cattolico e politico bolognese e un amico.

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