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Anna Alberigo

Motivazioni dell’incontro e saluto introduttivo

Grazie alla cortesia dei relatori, mettiamo a disposizione sul nostro sito la registrazione audio-video dell’interno convegno “1966-2016: Così lontane, così vicine. Il rapporto fra diocesi e città” tenutosi il 19 novembre scorso in Cappella Farnese, in occasione del 50° anniversario del conferimento della cittadinanza onoraria al Cardinale Giacomo Lercaro.

Anna AlberigoRingrazio il Comune di Bologna che promuove con noi l’iniziativa e che ci ospita in questa splendida sede. Siamo grati all’Arcivescovo Mons. Zuppi per la presenza e per il suo intervento che ascolteremo fra poco, dopo le relazioni, insieme a quello dell’Assessore Rizzo Nervo. Sono riconoscente altresì a ciascuno di voi per essere venuti fin qui a ricordare insieme e a guardare al futuro. Desidero menzionare Mons. Luigi Bettazzi, autorevole testimone del periodo che i relatori ci aiuteranno a rievocare.

L’intento di questo nostro incontro è duplice.

Da un lato quello di fare memoria di un particolare momento storico della nostra città, nel quale Giacomo Lercaro – vescovo e pastore della diocesi di Bologna – ricevette dalle mani del sindaco comunista Guido Fanti (nella città più rossa dell’Europa occidentale) la cittadinanza onoraria il 26 novembre di 50 anni fa.
Si trattò di un atto formale e solenne che stava a significare che era stato compiuto un cammino. Lo stesso Fanti scrisse: “Si realizzò l’incontro fra Chiesa locale e amministrazione civica, che non solo superò il clima precedente di contrapposizioni e di scontro, ma propose alle istituzioni – e attraverso di esse all’intera popolazione – la via della collaborazione” […] “Com­pren­demmo la necessità di trovare punti di raccordo su alcune questioni di fondo: la pace, in quel momento minacciata dai pericoli di una guerra atomica, ed il bene comune, cioè l’intesa e la necessità di lavorare tutti insieme senza fratture, per il bene collettivo di una comunità”.

lercaroCiò che stava accadendo in quel momento avrebbe avuto valenza e significato anche in futuro, come ebbe a chiarire Lercaro nel suo discorso di accettazione della cittadinanza – che trovate nel bollettino del comune che è stato distribuito in sala.

[cito] “L’incontro nostro ora, al di là delle nostre persone, al di là dello stesso rapporto tra le istituzioni civiche e quelle ecclesiastiche, mi sembra essere un incontro, singolarmente disponibile e generante, tra il popolo di Bologna – il popolo che voi rappresentate nella sua totalità, immediatezza e concordia costruttiva e pacifica – e l’Evangelo del Cristo.” Il cardinale proseguì impegnandosi, fra l’altro, ad annunciare personalmente il Vangelo nei quartieri, nelle periferie che stavano sorgendo [cito]: “come ad un auspicio di vita comunitaria, sempre più libera, più responsabile e più formativa alla solidarietà, capace di vincere l’isolamento, l’ individualismo e l’egoismo”.

Ricordiamo come Lercaro amasse profondamente il popolo di Bologna. Da un lato alimentò un dialogo fecondo tra architettura e liturgia, in modo tale da favorire la partecipazione dei fedeli, e dall’altro si adoperò affinché le periferie, che lui definì “la seconda Bologna” fossero dotate di “una identità di luogo”, per consentire agli abitanti, gli uomini e le donne uno per uno, di vivere in maniera dignitosa, mantenendo la propria iden­tità, fosse essa culturale, religiosa, o di etnia.

Il secondo motivo per cui siamo riuniti oggi ci preme anche più del primo: si tratta di riprendere quei temi carissimi a Lercaro – pace, poveri, periferie, e aggiungerei accoglienza – che erano sfide epocali allora, ma lo sono in misura ancora maggiore per noi oggi, noi, che dopo decenni di benessere, stentiamo a privarci di qualcosa per condividerlo con gli altri.

Una proposta ed un auspicio per il futuro

Stimolati dal rinnovato slancio di apertura e di attenzione della Chiesa verso problemi della società intrapreso da papa Francesco, abbiamo proposto all’amministrazione comunale e al nuovo vescovo e pastore della Chiesa ‘pellegrina in Bologna’ di incontrarsi per rinnovare un confronto costruttivo e una concreta collaborazione.

Anna Alberigo
Presidente Associazione Culturale “Il Mosaico”

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