Articolo
Piergiorgio Maiardi

La rete Unirsi

Parallelamente all’impegno personale diretto nella politica cittadina condotto a partire dal 1999 da alcuni di noi, come ricordato da Giuseppe Paruolo in questo stesso numero, altri dell’Associazione Il Mosaico hanno perseguito negli anni la strada della presenza e della forte e continua partecipazione alle attività della così detta società civile bolognese. Particolarmente fecondo è stato l’arco di tempo che va dal 2002 al 2011, per quanto per tanti aspetti, riconsiderandolo a posteriori, povero di risultati rispetto agli sforzi profusi ed alle speranze (velleità?) suscitate. Abbiamo chiesto a Piergiorgio Maiardi,  garante della rete UNIRSI, di tratteggiarne brevemente la storia esauritasi nella implodente spirale che ha avvolto la città.

piergiorgio-maiardiRitengo che negli anni che vanno dal 2002 al 2011 a Bologna si sia sviluppata una esperienza singolare, di importante significato sul piano della convivenza e della partecipazione democratica, una esperienza di cui, purtroppo, oggi non si vedono più i segni. Stiamo vivendo, infatti, una fase politica piuttosto deprimente in cui si fa fatica a individuare i fili conduttori che possano indicarci una via d’uscita, senza traumi, verso un positivo evolversi della vita democratica. Eppure quel periodo ha mostrato una potenzialità che esiste a Bologna e che potrebbe forse giovare nuovamente alla città, se fossimo capaci di risvegliarla.

7 poi 11 poi 85 poi …. Cofferati!

La singolarità di quella esperienza, che credo la differenzi dalla situazione attuale, sta nella iniziativa di alcune associazioni, erano 7 all’inizio e diventeranno 11 dopo qualche tempo, che, preso atto della situazione di crisi e di stallo in cui si trovavano i partiti, in particolare quelli dell’Ulivo, proposero una iniziativa non di contrapposizione ai partiti, come avverrebbe oggi…, ma di sostegno a favore di uno sviluppo democratico della comunità cittadina.

Pur essendo associazioni di ispirazioni diverse e con storie e cammini diversi alle spalle, si interrogarono insieme “per verificare se avevamo in comune anche la volontà di partecipare ad uno sforzo e ad un impegno…..sia in vista delle elezioni del 2004, sia a causa del contesto politico sempre più preoccupante del nostro paese” (era l’era di Berlusconi!). E così veniva colto ed evidenziato uno “slancio volto a dare alla città una amministrazione innovativa e coraggiosa, fondata sulla partecipazione, sui diritti di tutti e in particolare dei più deboli, proiettata alla crescita economica, sociale e culturale della intera comunità”.

La nostra finalità non era quella di contrapporci o sostituirci ai partiti, ma di impegnare la città nella scelta di un candidato del centro sinistra da opporre al sindaco uscente Guazzaloca, eletto dal centro destra. La proposta era rivolta al Partiti ed era singolare, molto concreta e dettagliata: la convocazione di una grande Assemblea Cittadina composta, per il 60% da elementi indicati dai Partiti e, per il 40% dai cittadini eletti nelle assemblee di quartiere, per la scelta del candidato di un centro sinistra che andasse anche al di là dell’Ulivo.

L’obiettivo dichiarato non era tanto quello di ricorrere ad un espediente elettorale per una rivincita del centro sinistra, inopinatamente sconfitto nel 1999, ma a far fare alla città un “passo avanti”: si parlava, infatti, di “ricostruire la cittadinanza di tutti coloro che qui nascono, vengono, vivono e lavorano, che governi e decida…senza l’ossessione della mediazione tra tutti gli interessi, per far invece prevalere l’interesse comune.”

I Partiti del centro sinistra, contattati tutti singolarmente con intento collaborativo, furono presi di sorpresa e mostrarono qualche resistenza – si trattava di un fatto insolito – ma finalmente aderirono. Poi nacque, improvvisa, la candidatura di Cofferati: una candidatura che si volle, però, formalmente accettata dalle associazioni e sottoposta all’ap­provazione dell’assemblea cittadina.

Si trattò di una grande Assemblea di 600 delegati e presieduta a turno da uno dei 5 garanti, durata due giorni, preparata e governata da un regolamento, che consacrò la candidatura di Cofferati al governo di Bologna per il centro sinistra. Un fatto nuovo e singolare, che precedeva il metodo delle primarie e che realizzò una effettiva partecipazione della comunità cittadina dando autorevolezza al candidato sindaco, eletto poi con largo consenso. Furono 85 le associazioni che sottoscrissero un appello per la elezione di Cofferati. Le associazioni, gruppi e movimenti non presentarono liste proprie ma contribuirono alla qualità delle liste presentate dl Partiti.

L’esperienza fu talmente innovativa e giudicata positivamente da non poter essere considerata occasionale ed effimera, ma esportabile anche al di fuori del contesto in cui si era realizzata: in un grande incontro del 28 gennaio 2005 fu esaltato il significato di incontro fra culture e ispirazioni diverse, segno di una città viva e plurale, e fu richiesto al governo della città di apprezzare, sostenere e valorizzare questa realtà. Cofferati, che aveva appoggiato il proprio successo sul sostegno delle associazioni – sempre puntuale e attento nelle occasioni di incontro che le associazioni avevano organizzato su temi vitali per la città quali la partecipazione, il welfare, la immigrazione, la cultura, il lavoro…- a questo punto, invece, “si chiuse” subordinando la partecipazione delle associazioni e la possibilità di una interlocuzione con l’amministrazione alla loro effettiva rappresentatività e ad una “certificazione”.

Perché UNIRSI

E’ da questa importante e significativa premessa che nasce “UNIRSI”: fu la conferma che l’iniziativa del 2002 aveva radici solide, che non era nata quale espediente elettorale e che le associazioni, i gruppi ed i movimenti, non avevano bisogno di un riconoscimento ufficiale per rendersi soggetti attivi, protagonisti della vita della città.

Nel giugno del 2005 le associazioni decisero di dare un seguito ed una struttura stabile alla loro presenza nella città “nella speranza di poter finalmente concorrere alla ricerca di soluzioni condivise ai problemi dei nostri concittadini […] nella convinzione che l’esperienza di Bologna, realizzata attraverso l’impegno delle associazioni e dei movimenti, con il coinvolgimento dei cittadini, possa dare una politica più alta e che possa essere significativa anche in ambito nazionale”.

Senza alcun intento polemico e di critica preconcetta si diede vita a gruppi di lavoro sulla mobilità sostenibile, sulla cultura e le politiche giovanili, sui Quartieri, i Municipi e la Città Metropolitana, sugli strumenti di partecipazione e sulla sanità. Il 13 settembre del 2005, in un’Assemblea in via del Pratello, nacque ufficialmente la “rete di associazioni, movimenti, cittadini “UNIRSI” con tanto di Regolamento: l’intento dichiarato era la creazione di uno spazio-luogo di partecipazione aperto ad associazioni, movimenti e singoli cittadini che si riconoscono nell’area politica di centrosinistra.
Raccontare la vita e l’attività della rete, che raccoglieva all’inizio circa 50 realtà aggregative richiederebbe spazio e tempo, ma una cosa può essere assicurata: l’obiettivo di creare spazi e luoghi per la partecipazione è stato sempre fedelmente rispettato! E le occasioni sono state tante e tutte di contenuto, mai di polemica spicciola e contingente: dalla festa per la partecipazione di via del Pratello, alla Costituzione, alla istruttoria sulle condizioni di vita degli studenti fuori sede, al sistema sanitario e di welfare, all’ambiente, ai trasporti, alla cultura ed allo spettacolo nella città, al volontariato sportivo a Bologna, ma anche alla verifica di metà mandato, confronti con gli eletti in parlamento… con documenti e pronunciamenti resi pubblici, con interventi puntuali, conferenze stampa. Fino alla preparazione alle nuove elezioni del 2009: “ricominciamo insieme da qui” con i candidati alle primarie del PD ed all’identikit per i sindaci 2009-2014 e per la presidenza della Provincia perché “la “città” ha il diritto di conoscere ogni persona che si candida ad amministrarla e ogni cittadino ha il dovere di presentarsi esplicitamente alla “città”.

A quel 2009 seguì un periodo “buio” per la vita democratica della città: le dimissioni del sindaco eletto, la gestione commissariale, ma il 27 aprile 2011 UNIRSI era ancora viva: in una affollatissima assemblea pubblica, dopo aver risposto ad un questionario dettagliato sul proprio pensiero ed il proprio programma sui punti vitali per la vita della città, tutti i candidati sindaci furono convocati da UNIRSI per un confronto pubblico! Sembra roba d’altri tempi!

Un dilemma irrisolto ma sempre vivo

Proprio la “città” è l’ambito ideale per la esperienza di una democrazia effettiva come io oso ritenere che questa, delle associazioni e di UNIRSI, sia stata perché la città è un “mondo” in cui può avvenire “tutto”, è luogo di vita di una comunità di persone con le loro diversità ed è quindi luogo di convivenza in cui devono essere assicurate le condizioni di una vita dignitosa per ognuno, a partire dai più deboli e per questo occorre un governo che sia protagonista di un continuo processo che coinvolge tutta la città, con le sue diverse componenti per un unico progetto: le componenti sociali, come le associazioni, possono diventare protagoniste di questo processo o ne possono restare fuori, magari in competizione spesso distruttiva! E’ bene che il governo della città ne tenga conto!

Piergiorgio Maiardi

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