Articolo
Flavio Fusi Pecci

La democrazia delle idee

Flavio Fusi PecciSembra quasi incredibile, siamo arrivati al Mosaico No. 50 coprendo, quasi senza rendercene conto, ben 22 anni: circa un quarto di secolo, una vita!

Dal 1994 al 2016: chi e che cosa siamo stati? in questi anni, ammesso che qualcuno si sia accorto della nostra esistenza, che cosa avremmo voluto essere? quando siamo partiti, chi e che cosa potremmo/vorremmo essere in futuro?, ammesso e non concesso che esistiamo ancora e che vogliamo/possiamo continuare. Porsi domande di questo tipo sa certamente molto di seduta auto-psichiatrica, ma si parla tanto di necessità di valutazione/merito etc., perché non applicarlo anche a noi stessi? In sintesi estrema, per noi questo percorso è stato, è, e deve ancora esserescuola, palestra e passione per la “Polis: democrazia delle idee”. Detto così certamente suona un po’ retorico e roboante, ma penso sia la realtà. Lasciamo a chi legge e a chi ci ha incontrato nella propria strada il dare un qualsiasi giudizio, se crede.

In questo numero Giuseppe Paruolo racconta un po’ la nostra storia. Per chi non avesse voglia/tempo di andare sul sito, abbiamo anche raccolto dei flash molto schematici di “cose fatte” in questi anni. Quasi 500 articoli, di oltre 200 autori diversi, una decina di documenti, più tante iniziative, tanti incontri, tanti dibattiti organizzati e condivisi con altri hanno caratterizzato la nostra attività ed accompagnato la grande amicizia e stima non solo fra noi, ma soprattutto con tante persone e gruppi che come noi hanno cercato e cercano tuttora di offrire occasioni per riflettere, per suggerire analisi e proposte, per cercare di costruire e vivere insieme esperienze di comunità e cittadinanza.

Negli anni e in occasione di questo No. 50, man mano che si susseguivano i fascicoli e le varie attività, mi sono divertito anche a raccogliere in un file aggettivi e commenti di lettori, amici e critici. Per gioco ecco un estratto.

Il giornale: interessante, informativo, inutile, velleitario, supponente, aperto, curioso, noioso, schierato troppo/poco, obiettivo, da chiudere, equivoco, banale, a-volte-incisivo, strumentale, catto-comunista, bifronte, anti-curia, cui-prodest?, chi ha-dietro?, etc.

L’attività dell’Associazione/Gruppo : inutile, confusa, equivoca, troppo schierata, aperta, non-incisiva, velleitaria, bi-canale, non coraggiosa, stimolante, evanescente, ostruttiva, a-volte-brillante, del tutto sprecata, faziosa, autoreferenziale, dilettantesca, appassionata, intelligente, clandestina, irrilevante, omeopatica al sistema, etc.

In questo numero, infine, fra i vari articoli abbiamo voluto inserire un dossier tutto dedicato alla figura ed all’opera di Giacomo Lercaro, un gigante entrato nella storia di Bologna in qualche modo inaspettato e rivelatosi negli anni ’50 e ’60 precursore immaginifico di idee per la chiesa e per la città ancora oggi vive e feconde per chi avesse la voglia e la forza di perseguirle. A lui dedicheremo il 19 Novembre un convegno per ricordare insieme all’Arcivescovo Zuppi ed al Sindaco Merola la cittadinanza onoraria di Bologna conferitagli cinquanta anni fa.

Flavio Fusi Pecci

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