Articolo
Daniele Ara

Coesione sociale e sicurezza

Abbiamo chiesto a Daniele Ara, Presidente del Quartiere Navile 2011-2016, di nuovo confermato, di dirci in quale direzione ritiene che si debba concentrare l’attenzione e lo sforzo di innovazione e sviluppo in città e, in particolare, nel suo Quartiere al centro di problemi e cambiamenti profondi in questi ultimi anni.

daniele-araLa sicurezza è un diritto di tutti, pari a quello al lavoro, alla casa e all’istruzione. Vivere sereni la propria quotidianità è un presupposto fondamentale per una buona qualità della vita; questo vale soprattutto per le categorie più fragili, quali anziani, bambini e disabili. Inizio con questa affermazione perché probabilmente il mondo progressista, fino ad alcuni anni fa, ha sottovalutato alcune emergenze facendole diventare l’argomento principe della narrazione politica e culturale delle forze populiste e ascrivibili alla destra. Abbiamo faticato a trovare l’approccio giusto che coniugasse il rispetto deciso della legalità con politiche di prevenzione e di promozione della qualità sociale.

Bologna non è rimasta immune, negli ultimi venti anni, da fenomeni di crescente microcriminalità ca­rat­terizzata soprattutto da furti, scippi e spaccio di sostanze illegali. Non eravamo preparati a questa escalation e abbiamo minimizzato, probabilmente perché non abbiamo voluto accettare fin da subito, direi dall’inizio degli anni ’90, che la nostra comunità avesse gli stessi problemi riscontrabili in tutte le città medio grandi e che la tradizionale coesione sociale non riusciva più a contenere certi fenomeni. La crescente insicurezza si è poi intrecciata con la crisi del tessuto sociale bolognese (credo che i duri colpi degli anni ‘80-‘90 non li ab­biamo mai riassorbiti, penso ai crimini della Banda della Uno Bianca, che ha colpito innanzi tutto il senso civico cittadino), con l’impoverimento del ceto medio e con i fenomeni migratori sempre complessi da gestire.

La fotografia di questo cambiamento è sicuramente la zona Bolognina del quartiere Navile. Ovviamente i problemi sono diffusi non solo qui, ma questa zona va analizzata nelle sue trasformazioni economiche e demografiche e può diventare un laboratorio per le possibili soluzioni.

La Bolognina

La Bolognina aveva decine di fabbriche, il mercato ortofrutticolo, una caserma di grande rilevanza e tutto questo creava una coesione basata sul mondo del lavoro e sulle forze sociali, cattoliche e della sinistra, che davano sicurezza e punti di riferimento alle persone, anche nei cambiamenti demografici che ci sono sempre stati. Le ondate migratorie, infatti, in Bolognina partono dalla prima metà del secolo scorso, dalla nostra regione in primis, poi da tutta Italia e da una ventina d’anni da tutto il mondo. I presidi sociali, insieme all’amministrazione pubblica, hanno integrato e mediato i conflitti, comunque sempre esistenti come il fenomeno dello spaccio che non è certo una novità di questi ultimi anni.

Da oltre 20 anni la Bolognina cerca una nuova identità, non più basata sul mondo del lavoro ma cercando di promuovere una vera rigenerazione urbana che riporti spazio pubblico vivibile e che costruisca un nuovo patto di cittadinanza fra tutti i cittadini, nuovi e antichi. Siamo stati in questo mandato amministrativo al centro delle cronache, spesso con un accanimento mediatico che non aiutava a capire quel che accadeva. Furti, spaccate, spaccio, senso di insicurezza diffuso, tutto questo abbiamo vissuto, ma la comunità e l’ammini­strazione hanno reagito.

L’accordo nuovo con Prefetto e Questore ha concentrato più forze dell’ordine, l’Amministrazione sta gradualmente portando la nuova illuminazione a led e una decina di telecamere nei punti più sensibili.

Questi sono gli interventi più evidenti, in parte figli dell’emergenza; a questi va affiancata la ripresa civica e di partecipazione di tutti i cittadini. La riscossa della comunità della Bolognina è evidente nel fermento di associazioni e attività commerciali che reagiscono, crescono e promuovono vitalità nel territorio.

I Patti di Collaborazione fra cittadini e Amministrazione nella cura del territorio e contro il vandalismo grafico danno la misura della vivacità della zona.

Così come, per fare degli esempi, le attività del Sacro Cuore, del Centro Montanari e altri al Parco Zucca, di Casaralta che si Muove.

Tutto è in movimento in un territorio di prima periferia cittadina; una periferia ricca di servizi e pontenzialità, collegata alla stazione dell’Alta Velocità e presto all’Aeroporto, con importanti cantieri di riqualificazione come per l’ex Mercato Ortofrutticolo e l’asse Creti/Liberazione.

La Bologna di domani

Qui si gioca la sfida della Bologna di domani, che necessita di servizi diffusi, qualità urbana ed ambientale, integrazione sociale e rispetto delle regole.

Con gli accordi con le forze dello Stato e con l’incremento degli organici della Polizia Municipale, si è intervenuti come un antibiotico sui problemi di microcriminalità, dopo un periodo di impegno non all’altezza.

Ma sarà con la qualità urbana e con una rinnovata coesione sociale e ripresa del senso di appartenenza che potremmo proiettare la Bolognina verso il futuro, magari diventando un modello metropolitano.

Chissà se ci riusciremo, ma questo sarà l’impegno del prossimo mandato, con i cittadini e le cittadine, bolognesi da poco o da tanto tempo.

Daniele Ara

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I nuovi quartieri di Bologna

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