Articolo
Luisa Marchini

“Seminare” amore per i libri

Alimentare la curiosità, la riflessione profonda, la discussione aperta e costruttiva, accrescere lo spirito di comunità e partecipazione, fornire occasioni per acquisire conoscenze, migliorare le nostre capacità di analisi e valutazione della realtà sociale, culturale, politica, personale: questi sono alcuni dei motivi che fortunatamente guidano l’attività di tante  associazioni e gruppi.  Ci fa piacere ospitare un racconto delle preziose occasioni che la Società di Lettura e, in particolare, Luisa Marchini, sua anima e motore inesauribile, offrono da oltre dieci anni alla cittadinanza.

luisa-marchiniUn gruppo di amici con “il vizio della lettura”: questo solo eravamo, quando il 4 novembre del 2004 abbiamo deciso di dar vita alla nostra associazione e di chiamarla “La Società di Lettura”. Le due parole del nome, nei nostri intenti, avrebbero costituito già in sé un programma denso. Società sarebbe stato il comune impegno ad alimentare le molte curiosità suggerite da realtà sempre più complesse e società anche il pubblico che avremmo cercato di coinvolgere. Società significava inoltre la nostra città e un’immagine condivisa di comunità, di sentimento e volontà di partecipazione. Società era soprattutto il sistema dei valori e l’amore comune per la cultura. Quanto alla lettura, come principale strumento avremmo scelto dei libri, senza per questo escluderne ogni altro che si fosse reso disponibile. Non a caso, quando si trattò di darci un logo che ci rappresentasse, tra quelli predisposti per noi da Anna Rosati, giovane grafica talentuosa, fummo unanimi nella scelta della piccola libreria e, in pari modo, all’unanimità fu accolta la proposta di Roberto Grandi d’accostarvi computer e CD, per inglobarvi il concetto di modernità.

A distanza di un decennio, che bilancio possiamo trarre? Moltissimi gli argomenti affrontati: ci siamo occupati di letteratura antica e moderna, di scienza, di storia, di economia e diritto, di musica, di arti figurative e di cinema, abbiamo trattato argomenti di stringente attualità e ricordato eventi del passato. Abbiamo curiosato in mondi a noi estranei e nel passato della nostra città. Molti ospiti illustri ci hanno accompagnato –alcuni ormai scomparsi, anche se vivi nel nostro rimpianto come Giuseppe Pontiggia, Margherita Hack, Paolo Sylos Labini, Antonio Gambino, Vincenzo Consolo. Ci siamo persino inventati un genere nostro, che abbiamo battezzato con il nome di “sceneggiata”, insieme ne abbiamo scritto i copioni, coinvolgendo gli amici nella loro lettura, per mettere in scena alcuni momenti storici, col solo vincolo della serietà della documentazione. Tra queste letture, mi piace ricordare “Il caso Matteotti”; “Il giallo di Elisabetta Sirani”; “Malpigli e Sbaraglia: due visioni scientifiche a confronto”; “La Bologna dei Bentivoglio raccontata da Sabadino degli Arienti”; “Il linciaggio di Anteo Zamboni” e l’“Oratorio per le vittime di Marzabotto”.

Una fruttuosa collaborazione fra amici

Ciascuno degli eventi che punteggiano il nostro cammino si è giovato del sostegno di enti pubblici, come l’Assessorato alla Cultura della Provincia, l’Università, l’Osservatorio Astronomico, l’Associazione dei Notai, Il Comune di Marzabotto o la Cineteca, nonché della collaborazione di altre associazioni con cui di volta in volta ci siamo apparentati. Soprattutto, ha rappresentato per noi una svolta decisiva la fiducia accordataci dall’Istituzione delle Biblioteche del Comune, e in particolare dalla Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, che da diversi anni ospita la maggior parte delle nostre iniziative e cui va tutta la nostra gratitudine. Sempre ci ha infine accompagnato una libreria, -dapprima la indimenticata Libreria Minerva, ed oggi la Ibs e la Dehoniana- assicurandoci l’indispensabile servizio di vendita in loco dei libri di volta in volta presentati.

Scorrendo il diario di svariate decine di eventi, mi tornano alla mente tutti i nomi delle persone che con le loro idee hanno costruito l’intero edificio: potrei perfino raccontarne i momenti, durante una gita in campagna nella casa ospitale di amici o sorseggiando la ormai tradizionale cioccolata calda di Santo Stefano, oppure nel mezzo di una semplice telefonata. Ma più dei nomi contano i sentimenti e il fatto che ogni evento è stato costruito nel segno dell’amicizia, che si approfondiva proprio da questo lavoro compiuto assieme con passione comune e comune sentimento d’appartenenza alla nostra città.

Col trascorrere del tempo, la nostra attività ha trovato lungo la via la propria individuazione nella lettura di temi con un aggancio forte nell’attualità. Il punto di partenza per la discussione, il più delle volte, resta un libro, una pubblicazione recente, ma l’accento è spostato sull’argomento. Popolo e Istituzioni, le avanguardie del dopoguerra, lo sviluppo senza progresso nella visone poetica di Pier Paolo Pasolini, democrazia e diritti, la programmazione del territorio, la chiesa degli ultimi di papa Francesco sono state le proposte della stagione appena trascorsa, pur senza una pretesa di completezza, ma con una grande attenzione alla qualità ed alla pluralità degli interventi. Ogni evento è legato almeno a un nome, quello del socio che se n’è fatto promotore e ne ha diviso le responsabilità organizzative e la conduzione. Il prossimo appuntamento, l’ultimo della stagione, si baserà sulla storia di una vita, la vita assai ricca di Giancarla Codrignani,che siamo orgogliosi di annoverare tra le nostre socie fondatrici: un’occasione per parlare di buona scuola, ma anche di rapporti tra i popoli e le nazioni.

Quando si traccia un bilancio, di fronte alle positività si pongono le insoddisfazioni, il di più che non si è riuscito a fare, i giovani che si sarebbe voluti e non si è saputo ancora coinvolgere, il vincolo associativo che si vorrebbe più stretto: compiti assegnati alle stagioni future, poiché la cifra essenziale del nostro lavoro resta comunque una fruttuosa collaborazione tra gli amici.

Luisa Marchini

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