Articolo
Ugo Mazza

Rigenerazione urbana, sicurezza ed efficienza energetica degli edifici

Si parla sempre ed ovunque di quanto siano cruciali i problemi energetici, quelli del lavoro, della sicurezza ed efficienza di case, edifici, infrastrutture, di come e quanto siano vogliosi ed attivi i governi nazionali e locali per affrontarli etc., poi però, quando si va a guardare in dettaglio quali provvedimenti realmente efficaci vengano adottati (cioè con leggi, decreti, atti vincolanti), si constata che purtroppo le buone intenzioni (ammesso che ci siano) si scontrano con una amara realtà.

Ugo MazzaViviamo nel tempo del mantra della “Green Economy”, ma non azzardatevi a dire “economia verde” perché vedreste i vostri interlocutori saltare sulla sedia ed accusarvi di essere degli estremisti che gufano contro il “bel Paese”, ora inondato di cemento.
Perché una normale traduzione cambia per lor signori il senso delle parole?

Penso sia il solito trasformismo delle classi dominanti per cui l’uso delle parole può essere il più vario e illuminato, ma la sostanza va sempre sotto il loro controllo.
Il concetto di limite non è mai stato nel loro vocabolario e la crescita illimitata era il futuro per governi, settori economici ed economisti “di vaglia”.
La matrigna Europa non c’entra nulla con la crisi dell’edilizia: è tutto merito loro.

E’ sconcertante che oggi le Associazioni dei (grandi) costruttori chiedano e ottengano dal Governo norme e finanziamenti per la crescita della “vecchia edilizia”: una speranza priva di senso che ricorda il bellissimo film di Troisi in cui affidava il suo futuro al miracolo di spostare un vaso con il semplice pensiero.
Però i costruttori il miracolo lo hanno ottenuto dallo Sblocca-Italia, dalle “semplificazioni” e dall’accentramento dei poteri sulla tutela ambientale e sulle trivellazioni energetiche per liberare le grandi opere dal controllo sociale e da sistemi partecipati di governo del territorio e dell’ambiente.

D’altra parte, nel Governo siedono i rappresentati delle grandi imprese, Confindustria e Coop, mentre ambientalisti, esperti energetici indipendenti e rappresentanti dei lavoratori, giovani e anziani, sono collocati tra i “gufi” da allontanare come pericolosi fanatici, così come è stato nel passato che ci ha portato a questa situazione.
E possiamo anche ritenerci fortunati visto che il Ministro Lupi ha dovuto lasciare il Governo e, forse, la sua famigerata “nuova legge Urbanistica” finirà nel cestino.

La foga del “fare” anche oggi si trasforma nel continuare con le politiche del passato.
Milioni di euro spesi per aumentare le emissioni di CO2 mentre se fossero usati per ridurre i consumi energetici nell’edilizia e nei trasporti su gomma potremmo migliorare il clima creando lavoro reale e risparmiando sulle bollette delle famiglie e del Paese.

Edifici nuovi/ricostruiti: solo a consumo “quasi zero”

“Stop al consumo di suolo; rigenerazione urbana; efficienza energetica degli edifici” sono i nuovi concetti che fanno notizia, ma nella realtà cambia poco: rischiano di fare la stessa fine del concetto “economia verde” tradotto in “green economy”.

Oggi si rottama tutto, anche la Costituzione, ma non si rottama la “vecchia edilizia”. Questo governo è in continuità con i Governi precedenti: continuità cara a lor signori che costruiscono edifici e vendono energia.
Nel settore edilizio l’Europa non viene ascoltata, perché? Perché le Direttive Europee per la riduzione dei consumi energetici non vengono recepite e in modo coerente? La Direttiva 31/2010 è stata furbescamente recepita dal Governo Letta per non incorrere nelle sanzioni UE e continuare a costruire come prima.

Anche a Bologna, purtroppo, si sta perdendo una grande occasione. Il Comune ha giustamente scelto di rigenerare oltre 20 comparti nella città costruita, ma gli edifici nuovi che verranno costruiti saranno energeticamente “vecchi”. Inoltre, dal poco che si sa, ad alcuni verrà anche riconosciuto il bonus volumetrico, un regalo pubblico ai costruttori per edifici energeticamente obsoleti.

Quegli edifici non saranno a “consumo quasi zero” come impone per il 2020 l’UE con la Direttiva 31/2010: per gli acquirenti sarà come comprare un’auto fuori produzione ma come fosse un’auto di ultima generazione, solo per il prezzo.
Per dare un segnale forte di cambiamento il Comune dovrebbe riconoscere il “bonus edilizio” solo ai costruttori che rispetteranno la Direttiva UE 31/2010, e solo fino alla fine del 2020 visto che poi sarà obbligatoria.

Sicurezza e riqualificazione energetica degli edifici esistenti

La “grande opera” di cui l’Italia ha bisogno è la rigenerazione urbana, basata sulla riqualificazione degli edifici esistenti.
In Italia ci sono circa 6 milioni di edifici, da ristrutturare o da abbattere e ricostruire, che potrebbero diventare cantieri, cioè lavoro per progettisti, artigiani, imprese e tecnici oltre che per lavoratori edili e dei settori collegati.

Ogni edificio esistente andrebbe valutato nel suo complesso partendo dall’anno di costruzione per definire gli interventi “salva vita” e di riqualificazione energetica: unico intervento che si ripaga nel tempo e che farà risparmiare in futuro.
E i palazzi più vecchi, gli “edifici colabrodo”, sono delle vere e proprie miniere da cui si può estrarre energia non consumata risparmiando ben oltre la metà dei costi in bolletta, oggi sostenuti dalle singole famiglie.

Condomìni: finanziamento e tempo di rientro degli investimenti

Pochi lo sanno o lo credono ma l’efficienza energetica rende. Ogni 100 euro di investimento per edificio e caldaie, 65 li “pagherà” lo Stato, in dieci anni con la detrazione fiscale, mentre finiti i lavori il risparmio sulla bolletta coprirà l’altra parte dei costi, e il risparmio ottenuto durerà nel tempo.

Ogni edificio andrà sottoposto a una Diagnosi Energetica per evidenziare il possibile risparmio energetico con ipotesi di possibile risparmio, 30%, 50% o 70%, indicando l’investimento necessario per raggiungere il relativo obiettivo. L’Assemblea Condominiale potrà così scegliere in piena consapevolezza finanziaria e progettuale quella che meglio corrisponde alle loro attese e possibilità.

L’esperienza dimostra che l’Assemblea dovrà misurarsi con molti problemi, tra cui quello della sfiducia dei condomini o delle loro diverse potenzialità finanziarie. E molte volte c’è la disponibilità dei condomini ma mancano le risorse finanziarie. E’ qui che si sente la mancanza di una strategia del Governo.

In altri Paesi come l’Inghilterra, ma anche il Comune di Bolzano, lo Stato anticipa l’investimento e impone un’ipoteca sull’unità immobiliare che si estinguerà appena restituito la parte del finanziamento concordata.

Potrebbe farlo anche l’Italia utilizzando se una parte dei milioni di euro per le grandi fosse destinata a un “Fondo Nazionale pubblico-privato”, anche alimentato con i finanziamenti dell’Europa alle banche a costo quasi zero. Fondo dedicato agli investimenti sugli edifici esistenti per ridurre i consumi energetici e le emissioni di CO2 con risultati molto chiari ed evidenti:

  • lavoro per progettisti, tecnici, artigiani, imprese, e lavoratori
  • benefici diretti per l’economia locale e del lavoro in edilizia
  • drastica riduzione del lavoro nero in edilizia con incasso delle tasse: IVA e IRPEF
  • riduzione della bolletta energetica delle famiglie, molto più alta della discussa IMU
  • riduzione della bolletta energetica del Paese, regalo ai produttori di petrolio e di gas
  • ritorno, salvo la detrazione fiscale, dei soldi al Fondo con il risparmio energetico.

Ma se questo fosse troppo complicato, il Governo Renzi dovrebbe dare slancio alle ESCo, società private che operano sul mercato e hanno il compito di anticipare le risorse per l’investimento ai condomìni ed eseguire i lavori all’edificio sulla base del progetto approvato dall’assemblea condominiale.

I condomini faranno fronte al prestito ottenuto girando alla ESCo la detrazione fiscale ottenuta dallo Stato e una parte consistente del risparmio energetico, ma solo per gli anni necessari all’ammortamento dell’investimento e degli interessi concordati.

Lavoro e risparmio energetico: *perché non attivano chi governa?

Confesso che me ne occupo da tempo ma non ho mai trovato una persona tra coloro che governano che mi dia una risposta coerente: tutti o quasi adducono risposte di maniera attribuendo agli altri, costruttori e condomini in bolletta, le responsabilità.

Ho scritto che le cose non stanno così: e ci sono buone pratiche a dimostrarlo. L’incapacità di chi governa a prendere il toro per le corna usando strumenti e norme di cui dispone è sconvolgente: non sarà facile, però sarebbe possibile.

Quando mi hanno detto che il Presidente Bonaccini aveva condiviso la nostra proposta di realizzare in regione oltre 1000 diagnosi energetiche su edifici condominiali con l’impegno di 3 milioni e mezzo nel Bilancio regionale ho avuto un sobbalzo: ho pensato che forse qualcosa poteva cambiare.

Persa per superficialità l’occasione di fare delle zone terremotate la vetrina regionale della “nuova edilizia” con edifici a consumo quasi zero, esempio di un futuro possibile, ho pensato che questa volta la Regione faceva un salto in avanti, verso i cittadini per renderli consapevoli dell’importanza del risparmio energetico e per il lavoro in edilizia. Illusione: quei soldi hanno preso un’altra strada, forse se ne riparlerà a luglio.

La speranza è sempre l’ultima a morire, ma perché perdere sempre le occasioni per un cambio sostanziale rispetto al dominio delle grandi imprese e delle grandi opere e rinunciare alle scelte europee per la “nuova edilizia” e il rilancio dell’economia locale?

Ugo Mazza – Fondazione ClimAbita

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