Articolo
Enzo Gandolfi

Insieme per lo sport

Sono passati due anni da quando è stata costituita la Consulta dello Sport del Comune di Bologna. Crediamo sia stata una iniziativa positiva dell’Amministrazione e va dato atto all’Assessore Rizzo Nervo di averne colto l’importanza. Abbiamo chiesto ad un “esperto del settore”, in un primo momento poco convinto della scelta, di parlarcene. 

enzo-gandolfiLa Consulta delle sport, oltre a costituire una palestra di interessanti dibattiti fra tutte le società sportive che operano nel volontariato, ha anche prodotto iniziative e documenti utili per la gestione dello sport di base nei prossimi anni.
Nel mese di marzo c’è stata l’elezione del nuovo presidente che, per statuto, dura in carica due anni. E’ stato eletto Davide Grilli, un giovane con tanto entusiasmo e passione per lo sport, ma anche con forti ambizioni politiche che possono anche essere lecite, se l’etica ed i valori dello sport non verranno sacrificati a giochi di potere per salire in alto. Quando pochi anni fa è comparso sulla scena dello sport bolognese come coordinatore dello sport nel quartiere Savena sono stato uno dei suoi maggiori sostenitori, per la ventata di energie positive e nuove che trasmetteva; ora alcuni comportamenti hanno raffreddato i miei entusiasmi, ma confido nel tempo, che è sempre galantuomo”, per un giudizio definitivo che, nell’interesse della Bologna sportiva, vorrei tornasse completamente positivo.

Gruppi di lavoro e iniziative

Voglio qui cogliere l’occasione per ringraziare il presidente uscente Renato Rizzoli, per l’impegno, la serietà e capacità dimostrata in questi due anni. Un uomo che ha dedicato una vita allo sport in particolare nell’ambito del CONI di cui è stato un ottimo presidente provinciale per molto tempo. Non essendo legato ad alcuna società sportiva, ha potuto muoversi libero da ogni ipotizzabile “conflitto di interessi”, cercando di portare avanti i temi che col suo bagaglio di esperienza riteneva importanti. Fra le prime iniziative ha costituito 4 gruppi di lavoro che affrontassero temi importanti per la città: rivedere le linee guida per l’impostazione dei futuri bandi per la concessione in gestione degli impianti sportivi della città, discutere della situazione impiantistica di Bologna con un occhio alla programmazione futura, affrontare in modo più concreto il rapporto sport-scuola ed infine quali potrebbero essere gli eventi, piccoli e grandi, che potrebbero rilanciare lo sport di base a Bologna.

Quattro temi importanti, che si sono poi intrecciati con tante altre problematiche che hanno coinvolto la consulta: dalla legge che prevede l’ obbligatorietà dei defribrillatori in tutti i luoghi in cui si fa sport, alle ulteriori norme relative alla sicurezza come anche agli ulteriori oneri che stanno appesantendo i bilanci delle società sportive.

Fra le iniziative più concrete e visibili posso ricordare lo sport-day che ormai da due anni vede il centro di Bologna, in una giornata di settembre, animato da una molteplicità di attività sportive che coinvolgono centinaia di ragazzi oltre alla stessa cittadinanza.

Dei bandi e della “macchina comunale”

Da coordinatore del gruppo di lavoro sui “Bandi” ho potuto rendermi conto delle difficoltà, non sempre note al cittadino comune, nella gestione politico/amministrativa di una città’ all’inizio del ventunesimo secolo.

Negli anni 70-80 il mondo sportivo, ma credo la cosa valesse anche in altri ambiti, aveva rapporti praticamente solo col mondo politico e ogni decisione presa spesso si basava su un rapporto di fiducia, quasi sempre ben motivata, che permetteva di far partire e portare a termine iniziative basandosi solo su ” una stretta di mano”. In quel periodo il ruolo dei dirigenti amministrativi era meno presente, anche perché quasi tutte le responsabilità cadevano sui politici.
Ma i tempi cambiarono e pian piano le responsabilità politiche si separarono da quelle “reali amministrative”. Alla fine era il Dirigente ad assumersi la responsabilità con la sua firma sulle delibere attuative.

Questo passaggio ha cambiato molto i rapporti fra la “base” e il “governo della città” . Mentre il politico faceva prevalentemente riferimento alle esigenze della base cercando di conciliarle con le possibilità economiche e con criteri di equità, il Dirigente fa riferimento soprattutto alla normativa, a volte pesante, a volte in “contrasto” con possibili decisioni che il politico e il dirigente sportivo ritengono valide.

Questo aspetto, per me nuovo, mi ha fatto capire perché molte volte, a fronte di suggerimenti, proposte che sembravano ragionevoli ed a cui il politico di turno dava il consenso, poi ci si arenava nella fase realizzativa. Quasi sempre la causa nasceva dal contrasto con qualche norma vigente che poteva anche essere corretta in tanti altri ambiti ma non nella situazione coinvolta al momento.

Tempi lunghi e procedure “macchinose”

La seconda questione di cui vorrei parlare è legata alla lentezza della macchina comunale. Purtroppo credo sia dovuta ad una carenza strutturale dell’impostazione Amministrativa non dal comportamento di singole persone. Mi rendo conto che su certi temi occorre coinvolgere diversi soggetti ed ottenere il parere favorevole di tutti, e che così facendo forse si prendono decisioni più sagge. Ma è anche vero che tempi lunghi coinvolgono sempre costi maggiori sia economici che funzionali ritardando interventi che aiuterebbero molto i cittadini. Quindi deve essere chiaro a tutti che tempi lunghi sono SEMPRE un danno, qualunque sia la decisione da prendere ed occorre quindi fare uno sforzo per ridurli.

Infine sono contento che, pur con tutti i tagli statali al bilancio comunale, il sindaco di Bologna abbia mantenuto l’impegno di investire, oltre ad altre risorse, vedi l’acquisto dello Sterlino, un milione ogni anno per la messa a norma o ristrutturazione di impianti sportivi ormai “datati” . D’altra parte se è vero che un euro investito bello sport ne risparmi tre nella salute, allora si conviene che questo impegno non esprime altro che la volontà di fare prevenzione da parte dell’Amministrazione Comunale. Una volontà spesso disattesa a tutti i livelli sotto il ricatto delle urgenze che il governo della nazione o di una città deve soddisfare.

Enzo Gandolfi

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