Articolo
Gianni Galli, Severino Ghini

Ma perché si insiste ancora sul Passante Autostradale Nord?

La discussione sulla situazione, sulle prospettive e, soprattutto, sulle azioni immediate su cui lavorare per migliorare realmente le infrastrutture legate alla mobilità a Bologna e nell’intera area metropolitana e regionale continua da anni, ma con risultati a dir poco modesti. In questo contesto, un capitolo cruciale riguarda l’ormai famoso “passante” di cui ci siamo più volte occupati. Abbiamo chiesto al Comitato di Cittadini proponente l’alternativa al Passante Nord di illustrarci le loro proposte.

Gianni GalliSeverino GhiniL’accordo per il rilancio del Passante Nord, sottoscritto a Roma il 29 luglio scorso è quasi una fotocopia del “colpo di mano” dell’8 agosto 2002 che si inventò letteralmente il Passante Nord per la soluzione dei problemi trasportistici del nodo bolognese, senza uno studio di fattibilità preliminare e con gli stessi protagonisti politici di allora (Ministero delle Infrastrutture, Regione Emilia- Romagna, Provincia di Bologna, Comune
di Bologna).

Chi siamo – Il nostro è un Comitato di Cittadini, non schierato politicamente, di tutte le estrazioni sociali, che ha raccolto adesioni (oltre 4000 firme), nei Comuni a Nord e nella città di Bologna. Da oltre 11 anni ci stiamo opponendo al progetto del Passante Autostradale Nord di Bologna, proponendo contemporaneamente una soluzione alternativa molto meno impattante sull’ambiente, a consumo di territorio zero, più funzionale e molto più economica. (www.passantenord.org)

Il Passante Nord – il progetto originario prevedeva un tracciato di 40 km all’interno di un corridoio a semianello nella pianura nord avente per estremi, a ovest, Lavino di Mezzo, e ad est, Ponte Rizzoli. Si prevedeva, altresì, la cosiddetta “banalizzazione” eliminando il tratto autostradale al centro dell’asse Tangenziale e realizzando un’unica Tangenziale “liberalizzata” più larga con il mantenimento di tutte le corsie esistenti. Costo 1.800 milioni di euro, oltre 800 ettari consumati (tracciato e sfridi poderali). Si voleva affidare il tutto direttamente a Società Autostrade per l’Italia, titolare della concessione del tratto bolognese A14 fino al 2038, senza bando di gara europeo gabellando il Passante Nord come semplice “potenziamento” e non “nuova opera”.

Un breve riassunto: L’idea “Passante” nasce senza uno studio di fattibilità (fatto a posteriori dopo 8 mesi) e, comunque, senza la percezione di quanto sia grave nella nostra Regione il problema del consumo di territorio. Nelle dichiarazioni dei proponenti doveva “far respirare la città” allontanando il 50% del traffico, e riducendo l’inquinamento. Il nostro Comitato fin da subito dimostra, con i dati ufficiali, che il traffico allontanato è meno del 20% e l’inquinamento anziché ridursi aumenta per il maggior percorso di 17 km (oltre 50.000 TPE/anno in più).

La previsione di aumento esponenziale del traffico (+4%/anno, poi corretta all’1,5) dei progettisti del Passante Nord, da noi contestata fin dal 2004, non si è verificata. Dopo la realizzazione della terza corsia dinamica, la congestione nelle ore di punta è rimasta solo sulla Tangenziale. Oggi il traffico sul nodo è di 156.000 veicoli/giorno contro i 180.000 del 2003 e lontana dalla previsione al 2015 di 240.000 dello studio di fattibilità 2003. Il problema residuo sulla Tangenziale sarebbe in gran parte risolvibile con il completamento di opere viarie minori già previste da anni nei piani della mobilità provinciale, come il completamento della trasversale di pianura, l’uscita dedicata dell’Interporto ed il ponte sul Reno a Trebbo ecc..

Questi interventi da noi indicate come “piccole opere utili e veloci” richiederebbero un investimento di tempo e denaro di gran lunga inferiore al Passante Nord, (circa 150 milioni) e risolverebbero il problema di attraversamento est-ovest a nord di Bologna dove si sono trasferite circa 150.000 persone negli ultimi 20 anni.

Qualora poi si volesse ottimizzare al massimo l’assetto trasportistico del nodo bolognese resta sempre valida la proposta alternativa del nostro Comitato di allargamento della piattaforma tangenziale + autostrada a tre + tre corsie con relativa corsia di emergenza e gallerie artificiali in corrispondenza dei tratti abitati, per un importo complessivo di circa 600 milioni di euro.

Ci pregiamo ricordare che la fattibilità tecnica della nostra proposta è stata riconosciuta nel corso di un Convegno alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna (dic. 2004). La nostra soluzione ha il pregio di risolvere completamente il problema trasportistico a consumo di territorio zero, con un costo di un terzo rispetto al Passante 2003 e meno della metà del tempo, trasformando la Tangenziale da problema a risorsa per la città.

Ricordiamo inoltre che l’intervento di potenziamento resta compatibile anche con le modifiche apportate dalla terza corsia dinamica ed è realizzabile per stralci funzionali che possono portare grandi benefici anche solo limitando il potenziamento ad alcuni punti critici, riducendo così le necessità di investimento iniziale almeno della metà (circa 300 milioni di euro).

Ma il Passante 2003 non si è arenato per l’esistenza di una soluzione alternativa. La nostra proposta è stata subito rigettata a seguito della relazione di un Comitato Tecnico Scientifico (CTS 2004) istituito dalla Provincia, teoricamente “super partes” ma presieduto dal coordinatore di progetto del Passante Nord. Le cause dello stop al progetto del 2003 sono due. La difficoltà a trovare i finanziamenti e gli svariati no dell’UE all’affido diretto della costruzione ad Autostrade per l’Italia, trattandosi di “nuova opera” soggetta alle regole della libera concorrenza e non “potenziamento di opera in concessione” che non ha questi vincoli. Secondo la UE, per essere classificato potenziamento il progetto dovrebbe mantenere invariata l’autostrada attuale al centro della Tangenziale ed il Passante dovrebbe essere un mero “ausilio”. Inoltre il pedaggio poco remunerativo dovuto allo scarso carico di traffico previsto ed i tempi di pareggio dell’investimento dell’ordine di 60 anni, rendono molto poco attraente questa impresa. Forse solo Autostrade poteva affrontarla in virtù dei rapporti in essere con il Ministero? Non è dato saperlo.

I fatti nuovi – Dopo varie “manovre sotto traccia” nel 2012 è uscito un nuovo progetto, noto come “Passantino”, prima in una versione di 32 km portata poi a 38 km, teoricamente per volontà dei Sindaci della Pianura Nord e ufficialmente nota come Passante EELL. Su quest’ultima versione è stato siglato il 29/7/2014 un accordo tra Ministero delle Infrastrutture, Regione, Provincia, Comune di Bologna e Autostrade per l’Italia e l’opera è stata inserita nel decreto “Sblocca Italia”. Questo nuovo progetto avrebbe dovuto superare tutti gli ostacoli: finanziamento da parte di Autostrade e obiezioni europee superate mantenendo l’autostrada al centro della tangenziale. Per raccontare ai sindaci di aver “banalizzato la tangenziale” sono stati inventati fantasiosi bypass con la complanare ed il Passante si è ritrovato con 2 corsie anziché 3 per risparmiare sui costi. Un guazzabuglio bocciato senza appello da uno studio di Autostrade per l’Italia con numeri impietosi. 12% di traffico allontanato (6% per il traffico pesante), peggioramento della situazione sulla Tangenziale, aumento dell’inquinamento, impatto ambientale eccessivo su territorio pregiato, inaccettabile rapporto costi/ benefici.
Inoltre si devono aggiungere dei divieti di transito ai camion sul nodo bolognese che finiranno per spingere i camion sui viali di Bologna o sulle stradi radiali a nord che non ci sono!
A questo disastro va aggiunto il sovra pedaggio per chi esce o entra a Bologna.
Disattende tutti gli elementi tecnici/ economici ritenuti condizione indispensabile per inserire il corridoio passante nei PSC (piani strutturali comunali). Un fatto grave, non rientra quindi negli Atti di Programmazione dei Territori.

Le tristi conclusioni – I Sindaci, a cui avevamo inviato il recente testo dell’accordo di luglio,anziché prenderne le distanze e fermare questo colpo di mano ai territori, si stanno producendo in un “triste teatrino” non sul merito dell’opera (che non c’è) ma “facciamolo bene questo disastro” con le opportune mitigazioni!
Ecco perché, a nostro avviso, Bologna e l’intera Regione dopo aver sentito le dichiarazioni del Candidato Governatore Stefano Bonaccini: “ il Passante va fatto!”, ben difficilmente potranno uscire dal cono d’ombra che da anni ha azzoppato la Regione.

Gianni Galli e Severino Ghini (presidente e coordinatore del Comitato di Cittadini proponente alternativa al Passante Nord)

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