Articolo
Leonardo Setti

Verso l’Europa Solare del 2050

È spesso espressione comune dire “energia = vita”, ma non da oggi il problema è come produrre, distribuire, consumare energia in un contesto ambientale, economico, sociale compatibile con la “vita del pianeta e dei suoi abitanti”. Abbiamo chiesto a Leonardo Setti, del Dipartimento di Chimica Industriale dell’Università di Bologna, grande esperto dei temi energetici, di proporci uno sguardo sul futuro.

Il “2050” rappresenta l’anno di riferimento per buona parte degli scenari a medio-lungo termine che riguardano le economie e lo sviluppo sostenibile. Nei prossimi 40 anni, anche se non tutti ci saranno, assisteremo ad una transizione energetica che rivoluzionerà completamente il modo con cui produrremo e consumeremo energia.
Jorgen Randers ha recentemente provato a delineare i contorni del sistema mondiale futuro caratterizzato da una popolazione in calo, quale conseguenza dell’inurbamento dopo il picco di 8,1 miliardi di persone raggiunto nel 2040, da un uso dei combustibili fossili in calo a causa della frenata delle economie mature e dell’accelerazione della produzione di energia da fonte rinnovabile e da un riscaldamento terrestre di +2°C in aumento portante il rischio di eventi estremi auto-alimentati [1].
Sebbene l’allarme lanciato dalle Cassandre non sia da tutti condiviso, neppure nel mondo scientifico, alcuni indicatori, come l’incremento vertiginoso di auto vendute in Cina e in India, dovrebbero metterci in allarme circa la necessità di trovare una chiave di lettura nel breve termine; infatti, al ritmo di 11-15 milioni di auto vendute, la Cina, nel 2020, avrà più automobili degli Stati Uniti e dell’Europa.
La sicurezza degli approvvigionamenti energetici e il problema dei cambiamenti climatici hanno spinto l’Unione Europea ad adottare una strategia di “mitigazione” definita nella “Road-Map 2050: a practical guide to a prosperous, low-carbon Europe” dell’European Climate Foundation dell’Aprile 2010 e adottata dalla Commissione Europea nel Febbraio del 2011 [2].
I diversi scenari esaminati dalla Commissione per completare la transizione energetica nel 2050 consistono in:

  • Un aumento della spesa per investimenti e una contemporanea riduzione di quella per il combustibile.
  • Un incremento dell’importanza dell’energia elettrica, che dovrà quasi raddoppiare la quota sui consumi finali (fino al 36-39%) e contribuire alla decarbonizzazione dei settori dei trasporti e del riscaldamento.
  • Un ruolo cruciale affidato all’efficienza energetica, che potrà raggiungere riduzioni fino al 42% dei consumi di energia primaria rispetto al 2005.
  • Un incremento sostanziale delle fonti rinnovabili, che potranno rappresentare il 55% dei consumi finali di energia (e dal 60 al 90% dei consumi elettrici).
  • Un incremento delle interazioni tra sistemi centralizzati e distribuiti. In ambito Commissione Europea, inoltre, è già cominciata una riflessione per individuare le azioni ulteriori rispetto al Pacchetto 20-20-20 che saranno necessarie per la realizzazione degli obiettivi di lungo-lunghissimo periodo della Roadmap:
  • Circa le fonti rinnovabili, la Commissione suggerisce l’adozione di milestones al 2030 e ha annunciato la presentazione di proposte concrete per le politiche da adottare dopo il 2020.
  • Anche sull’efficienza energetica, la Commissione valuterà entro il 30 giugno 2014 i progressi compiuti verso l’obiettivo complessivo europeo e considererà la possibilità di introdurre eventuali obiettivi vincolanti.

La Roadmap definisce l’energia elettrica prodotta da fotovoltaico e quella eolica come strategiche per la transizione in corso in cui la prima sarà localizzata prevalentemente nell’Europa meridionale. L’Italia quindi si troverà strategicamente a dover apportare un sostanziale contributo di energia fotovoltaica a sostegno della grande rete europea per l’energia. Tanto che lo scorso 26 aprile è entrato in vigore il regolamento UE 347/2013 sugli orientamenti per le infrastrutture energetiche, il cui obiettivo è favorire lo sviluppo e l’interoperabilità delle reti energetiche a livello transeuropeo e la connessione a tali reti. In realtà questa decisione non è figlia di scelte recenti; infatti, l’UE aveva già reso noti i propri orientamenti in materia di reti transeuropee nel settore dell’energia (RTE-E) attraverso la decisione 1364/2006/CE [3]. Tali orientamenti mirano a sostenere l’effettiva realizzazione del mercato interno dell’energia dell’Unione incoraggiando nel contempo la produzione, il trasporto, la distribuzione e l’uso razionali delle risorse energetiche. Una precisa strategia per trasportare elettricità dalle fonti di energia rinnovabili verso i centri di consumo e di stoccaggio e per aumentare lo scambio di elettricità transfrontaliero tra Stati Membri. Questa transizione è necessariamente guidata come quasi tutte le transizioni energetiche dal 1860 ad oggi ed è economicamente sostenuta dalle società esattamente così come abbiamo fatto all’inizio del secolo scorso con l’avvento del motore a scoppio.
Siamo nel pieno della transizione energetica e, tuttavia, invece di sfruttare i vantaggi che questa opportunità ci offre in termini di posti di lavoro, di industria, di sistema Paese, di riduzione dei prezzi dell’energia… ci stiamo progressivamente incartando da una parte cercando di rilanciare l’economia basandoci su nuove concessioni per trivellare la costa in cerca di petrolio e di gas, di salvare la produzione di carbone per produrre energia elettrica di cui non abbiamo bisogno e che è già stata superata dall’arrivo delle rinnovabili, di rendere competitive aziende energivore dando contributi per coprire i costi dell’energia elettrica e di proteggere aziende che non hanno investito per rendere più sostenibili i propri processi; e, dall’altra, lamentandoci del costo delle rinnovabili. Chi oggi non vede questo cambiamento sta facendo un errore epocale e se è nelle possibilità di guidare un Paese sta facendo un errore per le generazioni future.
Leonardo Setti

Bibliografia
1 – J. Randers. 2052. Scenari globali per i prossimi quarant’anni. Edizioni Ambiente, Milano 2013.
2 – European Climate Foundation, http://www.europeanclimate.org/index.php/programmes/power/roadmap-2050
3 – Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L115/39
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2013:115:0039:0075:IT:PDF

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