Articolo
Paola Bonora

Il consumo di suolo

Grazie alla cortese disponibilità della Prof.ssa Paola Bonora, abbiamo estratto da “Atlante del consumo di suolo” (edizioni Baskeville, 2013, pag. 16-18) gratuitamente consultabile e scaricabile da qui, uno stralcio di una scheda che fornisce importanti dati sulla situazione a Bologna e nella regione.

La quantificazione del consumo di suolo, in assenza di misurazioni ufficiali e metodologicamente condivise, deve attingere a fonti diverse non omologhe. Un vuoto conoscitivo che ci costringe ad utilizzare dati che, nati per scopi diversi, forniscono risultati che, specie nelle serie storiche, sono approssimati per difetto.
Il problema più spinoso in questo tipo di rilevazioni non è infatti la misura del territorio urbanizzato, ovvero delle dilatazioni che avvengono nel corpo compatto delle città e dei centri. Le banche dati dei piani, se aggiornate – come in Emilia avviene – tanto più se implementate attraverso applicativi Gis che integrino altremodalità di rilievo, forniscono serie temporali interessanti.
Che tuttavia non colgono la dispersione insediativa, la porosità della forma urbana attuale, ossia lo sprawl, il principale imputato nel processo di cannibalizzazione della campagna, che disperde nel territorio porzioni di artificializzazione contenute e dunque di difficile misurazione, ma nello stesso tempo talmente numerose da alterarne gli equilibri – come risalta con evidenza da numerose carte di questo volume. Un problema scientifico complesso di cui si sta discutendo, in cui gli strumenti di rilevazione e il loro grado di finezza, ossia la grandezza della maglia di acquisizione dei dati, gioca ruolo determinante.
Per questo motivo le cifre sul consumo di suolo sono diverse a seconda delle fonti. Una difformità cui si dovrà porre rimedio attraverso l’avvio dimonitoraggi ufficiali sia su scala nazionale che locale se si vogliono avviare politiche di contenimento e di controllo.
Per entrare nel merito della misura del consumo di suolo nell’area metropolitana bolognese possiamo basarci su varie sorgenti di dati (vedi articolo originale completo). Come anticipato, le misurazioni che emergono dalle diverse fonti sono difformi, volendo riassumere in pochi essenziali indici:

Provincia di Bologna (area metropolitana)
Superficie suolo occupata Percentuale
Carte utilizzazione suolo Regione E-R 2008 389 kmq 10,5%
Territorio urbanizzato 2010 34 kmq 6,3%
Territorio consumato 2011 408 kmq 11,3%
Istat località abitate 2011 328 kmq 8,9%
Regione Emilia-Romagna
Lucas 2009 9% del territorio regionale totale (rispetto al 7,3% nazionale)
Carta utilizzazione suolo 2008 9,3%
Istat località abitate 2011 7,6% (rispetto al 6,7% nazionale)
Gli incrementi negli ultimi intervalli di rilevazione per la provincia di Bologna risultano:
– dalle carte di utilizzazione del suolo (2003-2008) 1,57 ha/giorno
– dalle località abitate Istat (2001-2011) 1,17 ha/giorno

Utilizzando i dati Istat che, benché riferiti alle sole “località abitate” come abbiamo precisato, hanno il pregio di consentire confronti omogenei sul piano nazionale, rileviamo che la provincia di Bologna è la quarta in Italia (dopo le province di Roma, Torino – più di 2 ha/giorno – e Brescia – 1,7 ha/giorno) per dinamica di incremento del consumo di suolo nel decennio 2001-2011 (+15% rispetto a +8,8% a livello nazionale), e ha una percentuale di suolo occupato superiore alla media nazionale (8,9% contro 6,7% nazionale) – come scrive Alessandra Ferrara di Istat nel saggio pubblicato nella seconda parte del volume.
Se facciamo riferimento ai dati più puntuali prodotti dalla provincia di Bologna nel 2011, che conteggiano anche le espansioni esterne alle località e sono anche i più vicini alle valutazioni derivate dalla carta di utilizzazione del suolo della regione, e vogliamo trovare un termine di paragone per i 408 kmq consumati, possiamo fare un confronto con le superfici di intere province quali Monza che misura poco meno (405 kmq) o quella di Prato che si ferma a soli 365 kmq. Oppure possiamo pensare a un blocco compatto di costruito che corrisponde a quasi 3 volte la superficie comunale di Bologna.
Sul piano regionale il suolo complessivamente consumato (secondo Lucas e la carta di uso del suolo) supera i 2.000 kmq. Per farci idea concreta, come se l’intera provincia di Ravenna (che si ferma comunque a 1858 kmq) più un’ulteriore propaggine di quasi 150 kmq fosse ricoperta di cemento e catrame. Se vogliamo invece immaginare il ritmo di consumo dobbiamo figurarci di ricoprire di costruzioni ogni giorno una superficie corrispondente a quasi due volte e mezza piazza Maggiore. Espedienti comunicazionali poco precisi sul versante matematico, ma per certo più eloquenti delle cifre astratte che avevamo riportato in precedenza.
Paola Bonora

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