Articolo
Paolo Natali

Un’esperienza sulla propria pelle

Circa un anno fa Paolo Natali, caro amico del Mosaico, ex-consigliere comunale a Bologna, è stato colpito da una grave malattia invalidante che lo ha costretto ad un lungo ricovero ospedaliero e ad un percorso riabilitativo, fatto di terapia fisica, di cure mediche e farmacologiche e di esami clinici, che dura tuttora e probabilmente destinato a protrarsi nel tempo. Tutto ciò lo ha portato a fare un’ intensa esperienza diretta del nostro sistema sanitario. Gli abbiamo chiesto di scrivere qualcosa a tale riguardo.

Paolo NataliVi propongo, non una cronaca della mia vicenda personale, che ho affidato via via nei mesi passati al mio blog (www.paolonatali.it), né un saggio di politica sanitaria generale, ma alcune brevi riflessioni che derivano da quanto ho vissuto e sto vivendo.
Ciascuno di noi fonda inevitabilmente i propri giudizi sull’esperienza diretta o su quella fatta da amici e conoscenti. Consapevole pertanto della soggettività della valutazione che sto per fare, affermo che il servizio sanitario nazionale (ed in particolare la sua versione regionale, che è poi quella che ci riguarda ) è in generale di ottimo livello. Il personale medico e paramedico è assai qualificato dal punto di vista professionale e l’organizzazione sostanzialmente efficiente. Il sistema comprende anche punti di eccellenza sia a livello nazionale che internazionale che fanno sì che i nostri ospedali accolgano numerosi pazienti provenienti da altre regioni, soprattutto del sud.
Ripeto: sono consapevole che altri, magari “scottati” da esperienze negative, potrebbero dare un giudizio diverso, ma sono convinto che il mio pensiero rispecchi quello della maggioranza dei cittadini bolognesi.
Questo non significa che non esistano, in questo sistema, punti di debolezza o criticità che richiedono interventi di miglioramento. Di tanto in tanto accadono episodi (ad esempio la morte del paziente scomparso dal S.Orsola, ritrovato dopo due giorni sulla scala di sicurezza) che segnalano “bachi” nelle procedure o altre disfunzioni. Non è quindi il caso di cullarsi sugli allori di una presunta superiorità emiliano-romagnola (magari in senso relativo) che in questo come in altri campi, non può essere data per scontata ma va meritata giorno dopo giorno.
Il che non è per niente facile, soprattutto di questi tempi, nei quali tutto il sistema dei servizi pubblici (dalla sanità al welfare, dalla scuola ai trasporti), nell’impossibilità di finanziarsi con ulteriori insopportabili aumenti delle tasse, per trovare un equilibrio economico si dibatte tra Scilla e Cariddi, cioè tra la necessità di aumenti tariffari ed un ridimensionamento della spesa.
Il ruolo della Politica
E qui entra in gioco (o almeno dovrebbe entrare in gioco) la politica. A chi infatti, se non ai politici, tocca prendere decisioni che influiscono pesantemente sulla vita dei cittadini, sia nella loro veste di utenti che in quella di lavoratori?
Se e di quanto aumentare i tickets per le prestazioni sanitarie? Su quali voci di costo incidere per ottenere un risparmio di spesa? Quali servizi chiudere o ridimensionare? Ecco, su questo piano non mi sentirei di dare un giudizio senz’altro positivo sui nostri amministratori locali e (soprattutto, viste le competenze) regionali.
Per quanto riguarda le entrate vorrei ricordare che quando, nell’estate 2011, ci fu la necessità di introdurre nuovi tickets sui farmaci e sulle prestazioni sanitarie, la nostra regione scelse di rapportarli al reddito complessivo lordo del nucleo familiare, senza tenere conto del numero dei suoi componenti, penalizzando fortemente sia le coppie sposate rispetto a quelle di fatto, sia le famiglie più numerose. Altre regioni, come la Toscana, scelsero di rapportare i tickets all’ISEE, mentre l’Emilia-Romagna, senza addurre valide motivazioni, ha mantenuto in essere un sistema iniquo.
Per quanto concerne i necessari risparmi di spesa mi ha sempre colpito il “mantra” dei nostri amministratori regionali: “Non diminuiremo i servizi erogati ai cittadini”.
Ora io non dispongo di un quadro generale. Posso solo dire che il reparto “Post-acuti” del Bellaria, nel quale sono stato ricoverato per oltre un mese, apprezzandone grandemente (e con me gli altri ricoverati) l’elevata qualità ed importanza per pazienti che necessitavano di un periodo di ricovero transitorio prima della dimissione e del ritorno in famiglia e sul territorio, è stato chiuso (analoga sorte sta per seguire l’analogo reparto del Maggiore).
Inoltre, da quanto mi risulta, si è disposta una drastica riduzione degl’interventi riabilitativi pubblici, demandando tale attività al settore privato convenzionato. La mia impressione è che esista di fatto una delega degli amministratori ai managers della sanità pubblica, le cui indiscusse capacità (peraltro profumatamente pagate) richiederebbero comunque indirizzi politici dei quali (ma forse sono distratto) fatico a trovare traccia.
Le liste di attesa
Un ultimo riferimento critico riguarda le liste d’attesa per esami e visite specialistiche nell’ambito del sistema sanitario pubblico. Chi non può permettersi di attendere lunghi mesi ed anche anni per un esame od una visita che ha carattere di una certa urgenza, è costretto a ricorrere alla sanità privata o, comunque, a sborsare cifre elevate per le prestazioni del sistema pubblico in libera professione. Non tutti però possono permetterselo e quindi temo che la triste conseguenza sarà che il sistema sanitario pubblico (peraltro pagato con le imposte di tutti) servirà sempre più prevalentemente i cittadini non abbienti, mentre gli altri saranno di fatto indirizzati verso il privato che, in effetti, si sta attrezzando: basta vedere come si moltiplicano le inserzioni pubblicitarie sui giornali.
Queste osservazioni critiche, su cui peraltro sarei lieto di aprire un confronto, non contraddicono il giudizio globalmente positivo espresso in precedenza sul servizio sanitario dell’Emilia-Romagna, ma segnalano aspetti sui quali si dovrebbe intervenire per ottenere un ulteriore miglioramento del sistema.
Paolo Natali

Annunci

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

AUTORI

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: