Articolo
Antonio Ielo

Il Gas “Cambieresti?” a Casalecchio di Reno

Il gruppo si è costituito quattro anni fa e da un iniziale piccolo nucleo si è arrivati a circa 40 famiglie. La caratteristica proposta da un progetto come quello del Cambieresti? di Venezia è di un richiamo a incentivare un ruolo di cittadinanza attiva. Le pratiche non sono dissimili in genere da altri modelli di GAS, ma rese, se vogliamo in questa ottica, più significative.
La partecipazione è fattore indispensabile, così come le motivazioni di base che dovrebbero avere forza sufficiente per superare, quando necessita, i soli interessi personali. Per questo ai nuovi entrati è posto un questionario relativo a conoscenze e motivazioni.
L’inclusività del progetto richiede tensione su questi punti, non bastano le buone intenzioni espresse formalmente e nemmeno un buon statuto o regolamento. E’compito un poco faticoso riflettere su aspetti che vadano oltre la contingenza di un bisogno da soddisfare specie se il contesto è di una sostanziale orizzontalità, ma va svolto.
La responsabilizzazione è il primo passo per rendersi adatti alla compartecipazione anche in vista di una qualsivoglia azione pratica di impegno nella comunità più allargata. Su questo aspetto il progetto, curato inizialmente in un programma condotto, per la parte del GAS, da alcuni formatori provenienti da Mestre è stato molto utile soprattutto nell’indirizzare bene i partecipanti, ma anche calmando facili entusiasmi.
Se dopo tutto questo tempo il progetto ancora procede replicando, una modalità di GAS dimostratasi di preziosa efficacia, lo si deve penso soprattutto a un fortunato incontro di volontà singole rimaste unite, negli spazi concessi.
Tutto ciò è stato possibile nonostante che la “patnership” che rappresentava enfaticamente il Comune abbia sostanzialmente abdicato al proprio ruolo, ripiegando sul lato mediatico e non rilanciando.
Costruire qualcosa disintossicandosi dal veleno di logiche serve del mercato è la cosa più difficile in quanto occorre essere padroni consapevoli di nuovi linguaggi recuperando certi modelli di socialità che sono le prime vittime di quel veleno, sottraendoli innanzitutto alle celebrazioni ideologiche o nostalgiche.
Antonio Ielo

Per informazioni: www.gascambieresti.it

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