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Francesca Colecchia

Anche le scuole di italiano migrano

Mentre questo numero sta andando in stampa apprendiamo la notizia che la scuola di italiano Aprimondo andrà via dalla “mitica sede” del Centro Poggeschi di v. Guerrazzi 14 – fondato da padre Valletti – dalla quale sono passati e dove si sono formati migliaia di studenti. Ci ripromettiamo di dare spazio adeguato alla vicenda dell’Associazione Centro Poggeschi nel prossimo numero.

Francesca ColecchiaGiovedì 20 giugno Aprimondo Centro Poggeschi festeggia la chiusura delle attività ordinarie della scuola di italiano per stranieri che coinvolge all’anno circa una quarantina di volontari e centocinquanta alunni. L’evento è anche occasione per salutare il Centro Poggeschi, luogo, ma soprattutto laboratorio identitario, che ha garantito la nascita e la crescita della nostra realtà di volontariato.
I Gesuiti hanno infatti deciso di affrontare nuove sfide nell’utilizzo della sede di cui sono proprietari. Lasciamo quindi il luogo dove molti studenti universitari hanno avuto l’opportunità di coniugare impegno sociale e culturale con la possibilità di beneficiare anche dell’assistenza spirituale dei diversi Gesuiti che nel tempo lo hanno animato e che ancora lo animano.
Si chiude così una esperienza di collaborazione tra laici e Gesuiti anche se l’associazione “Il Poggeschi per il carcere” manterrà la propria sede in Via Guerrazzi.
Un cambiamento che è una sfida ad aprire nuove collaborazioni ma anche a consolidare il rapporto con le molte realtà federate come noi al JSN, organismo nazionale impegnato nel sociale legato ai Gesuiti, tra le quali amo ricordare il Centro Astalli di Roma e la rivista Popoli.
La prima collaborazione a nascere è quella con il Centro Amilcar Cabral che si è reso disponibile ad ospitarci compatibilmente con i propri orari. Il connubio potrebbe essere perfetto: un organismo che si dedica a sviluppare la conoscenza dei problemi internazionali e in particolare della vita politica sociale economica e culturale dei paesi dell’Asia dell’Africa e dell’America Latina con una associazione che accoglie studenti di italiano provenienti da tutti i continenti. Potrebbero quindi nascere occasioni di collaborazione nella progettazione di momenti di studio e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica su queste tematiche.
Siamo ancora alla ricerca di spazi per poter garantire l’attività corsistica anche nelle altre fasce orarie così come di spazi dove poter animare quei momenti di aggregazione fondamentali per rafforzare il rapporto di conoscenza ed amicizia che si instaura durante le lezioni.
Rimane la speranza che l’associazione, nel perdere la propria casa, non perda la propria identità e l’apporto dei tanti volontari che garantiscono il loro impegno e la loro energia nelle attività didattiche e non solo. Addio Via Guerrazzi… Ci troviamo tutti a settembre in via San Mamolo 24.
Francesca Colecchia

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