Articolo
Francesco Errani

sQuola Cafè 23 giugno 2012

La crisi economica, ma anche e soprattutto culturale, che ha investito il nostro Paese ha colpito in maniera pesante i servizi educativi, indispensabili allo sviluppo di una prospettiva inclusiva e di una buona politica. Il rischio è di generare un servizio pubblico dequalificato per chi ha meno risorse e un servizio qualificato per chi può permetterselo. Quanto può durare la qualità dei nostri servizi se non si affrontano le sfide della realtà?

l 23 giugno 2012, nell’informalità creativa del World Café, ci siamo trovati per parlare di scuola. A partire da alcune considerazioni sull’attuale stato della scuola, abbiamo chiesto a esperti del settore, il professore Guido Armellini, Gino Passarini (Responsabile Servizio Politiche familiari, infanzia e adolescenza della Regione Emilia- Romagna) e Michele Vannini (segretario della Cgil funzione pubblica), alcuni spunti di riflessione per una giornata di lavoro.
Oggi assistiamo a forti contrapposizioni tra chi difende un sistema che ha saputo dare molto e che ricomprende certamente aspetti considerati di eccellenza anche all’estero e chi, invece, nella ricerca di una rinnovata qualità, persegue strategie di cambiamento, troppo spesso legate a una logica “economica” e di razionalizzazione dei costi. La scuola è il futuro non solo dei nostri figli, ma della società in cui i nostri figli vivranno. Oggi più che mai c’è bisogno di creatività, responsabilità, cooperazione e, attraverso il World Cafè, siamo riusciti a coinvolgere tutti i partecipanti in un ampio e creativo dibattito. La realizzazione del laboratorio partecipato ha permesso a ciascuno di essere protagonista, di contribuire attivamente attraverso le discussioni nei tavoli e di generare una proficua cooperazione. Siamo tornati a casa stanchi ma consapevoli di avere imparato qualcosa, tutti, attraverso una relazione veramente dialogica e reciproca. Un punto di partenza per condividere un percorso, ma anche un nuovo modo di fare politica.
L’incontro, svolto presso l’Arena Orfeonica sede del Quartiere S. Vitale in Vicolo Bolognetti, è stato realizzato con l’intento di far partecipare attivamente non solo esperti, personale scolastico e genitori toccati dalle difficoltà che la scuola sta vivendo, ma tutti coloro che hanno a cuore il futuro della nostra società.
Il focus della giornata
Partendo da alcune considerazioni introduttive, ci siamo posti due domande:
– La prima “Cos’è la qualità della scuola: finalità, valori, servizi, attività in una scuola di qualità” ha impegnato i partecipanti nell’individuazione degli aspetti che caratterizzano una scuola di qualità. Sono stati indicati diversi elementi che abbiamo raggruppato in tre categorie: principi e valori, la relazione insegnante e studente e il benessere scolastico;
– La seconda “Come garantire la qualità in tempi di tagli e nel rapporto tra pubblico e privato” ha riguardato due aspetti “caldi” del sistema d’istruzione: la riduzione delle risorse disponibili e il rapporto tra pubblico e privato nella gestione del sistema e nell’erogazione dei servizi educativi.
Dal lavoro dei tavoli, sono emerse proposte e idee utili per le scelte politiche e il progetto culturale di città che dovremo costruire nei prossimi anni.
Parlando di qualità, la scuola viene riconosciuta in primo luogo per il suo valore sociale, inteso come opportunità di esperienza e crescita nella relazione. Per questo è importante che vi sia attenzione e cura di quegli aspetti che contribuiscono a fare della scuola un luogo sano e di benessere, che non significa escludere le possibili forme di disagio e disturbo ma, al contrario, creare le condizioni per cui l’incontro diventi stimolo, possibilità e occasione di crescita come cittadini. In primo luogo l’incontro con altri coetanei, in secondo luogo l’incontro tra insegnante e studente.
Ed è il nuovo cittadino che da quanto emerge dal dibattito è il primo “esito” atteso del percorso scolastico, la qualità allora è anche la ricerca di quegli elementi che consentono di formare buoni cittadini, capaci di coinvolgersi e partecipare alla vita pubblica, pensanti e capaci di scegliere anche criticamente, attenti a difendere i propri meriti ma anche a perseguire obiettivi comuni, a collaborare con gli altri anche se più deboli, lenti o meno capaci.
Una scuola che non garantisca questi aspetti in primo luogo fallisce nella sua funzione educativa.
Non si è discusso di programmi didattici, contenuti curriculari, materie, profitto, etc. Forse questo non è importante? Crediamo di no! In questo momento così centrato sul riconoscimento dei meriti e sulla premialità dei migliori, sulla “misurazione” delle competenze acquisite, l’esigenza maggiormente sentita è quella di ricordare che la scuola contribuisce anche a costruire futuro “sociale” e “civico”.
Non forma solo scolari ma anche cittadini attivi. La scuola è UN INVESTIMENTO PER IL FUTURO non solo della ricerca, dell’industria, del commercio o di qualsiasi altro settore d’impiego e sviluppo economico, ma è UN INVESTIMENTO ANCHE PER LO SVILUPPO SOCIALE, CIVICO E POLITICO.
Ridurre le risorse significa ridurre la qualità della scuola. L’importante funzione riconosciuta alla scuola impone che non sia sottoposta a privatizzazione. Anche nell’ipotesi di soggetti diversi impegnati nella gestione di attività educative, è importante costruire e mantenere un forte ruolo di governo del sistema da parte dell’Ente pubblico.
Francesco Errani

Qui trovate il Report del World Cafè sullo sQuola, con i risultati del lavoro fatto insieme.

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