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Andrea De Pasquale

Passante Nord: a che punto siamo?

Venerdì 9 novembre 2012 si è tenuto un incontro pubblico sul Passante Nord promosso da Il Mosaico. Ha introdotto Rudi Fallaci, e a seguire un dibattito con molti interventi moderato da Flavio Fusi Pecci. In sala circa 80 persone. Per chi volesse ci sono i filmati dell’incontro (per i quali ringraziamo Andrea Turchi). Di seguito il comunicato di Andrea De Pasquale successivo all’incontro.

Bologna condannata alla congestione: da lettera UE la rinuncia alla banalizzazione

BOLOGNA CONDANNATA ALLA CONGESTIONE IN TANGENZIALE, INDIPENDENTEMENTE CHE SI FACCIA IL PASSANTINO O NON SI FACCIA NULLA. DALLA LETTERA UE LA PROVA DELLA RINUNCIA ALLA BANALIZZAZIONE.

Esito dell’incontro “PASSANTE NORD: A CHE PUNTO SIAMO“, organizzato dall’associazione IL MOSAICO venerdì 9 novembre ore 21.00, quartiere Savena.

Andrea De Pasquale

Circa 80 presenti (tra cui diversi amministratori), 15 interventi, ricostruzione della storia del Passante e lettura collettiva della famosa “lettera UE” utilizzata per giustificare l’abbandono del progetto originario. Il tutto videoripreso (sarà pubblicato su web). Di seguito una breve sintesi dei contenuti.

Dal 2004 al 2009 l’espressione “Passante nord” indicava inequivocabilmente un’opera precisa, quella descritta nello studio di fattibilità allegato al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale approvato nel 2004, mirata primariamente a servire quella “città diffusa” da oltre 200 mila abitanti (di fatto la seconda dell’Emilia Romagna, più grande di Parma) formata dai centri della media pianura bolognese che, per espansione demografica e densità industriale, esprimono una forte domanda di connessione “orizzontale” e con il resto del Paese (pensiamo soprattutto alle merci), domanda non soddisfatta dall’impianto radiale degli assi storici (stradali e ferroviari) di collegamento. Su questo primario obiettivo territoriale si riuscì a far convergere l’esigenza di Società Autostrade di migliorare l’attraversamento del nodo di Bologna (è proprio della buona politica costruire convergenze tra interessi naturalmente divergenti), facendo guadagnare a Bologna il raddoppio della tangenziale, dove ogni giorno i bolognesi soffrono code e congestioni. Lo stesso AD di Società Autostrade a fine 2007 parlava, a proposito del Passante, di una “variante intesa come spostamento dell’autostrada attuale”.

Quel progetto, che prevedeva 3 corsie per senso di marcia e la totale liberalizzazione (o banalizzazione) della tangenziale (che diventava a 4 corsie, il doppio dell’attuale) e del tratto di A13 tra Arcoveggio e Interporto, aveva 4 formidabili qualità: 1) condivisione di tutti gli enti locali (Regione, Provincia, Comuni, che a quel tracciato si sono attenuti nel definire i propri strumenti urbanistici, spesso associati); 2) approvazione formale di Anas – Autostrade; 3) forte compensazione ambientale (ampia fascia boscata su ogni lato, e lunghi tratti in trincea a tutelare il paesaggio, come accaduto poi per il Passante di Mestre); 4) sovrapedaggio per finanziare il trasporto ferroviario locale. Un poker di assi.

Dal 2010 (la rassegna stampa lo documenta) l’espressione “Passante nord” cambia di significato e di contenuto. Le istituzioni locali la citano accennando alla necessità di mediare, di modificare, di tenere conto delle prescrizioni dell’Europa. La banalizzazione, da fatto acquisito, sembra diventato un favore da chiedere. L’atteggiamento è debole, rinunciatario, rassegnato. Il poker di assi è diventato un due di coppe con briscola bastoni.

A spiegazione di questo mutato atteggiamento si cita la lettera dell’Unione Europea di luglio 2010, che avrebbe bocciato il tracciato originario, chiedendone una drastica riduzione per poterla considerare non una “nuova autostrada” (che, richiedendo una gara, farebbe saltare lo scambio con Società Autostrade, titolare della concessione sull’attuale tracciato, quindi avrebbe reso impossibile la banalizzazione e il raddoppio della Tangenziale). Una lettera molto citata, molto discussa, mai resa pubblica. Con questa bocciatura e con la necessità di ridurre il tracciato è stato giustificato anche il percorso un po’ tortuoso e opaco del nuovo progetto di “Passantino” presentato da Società Autostrade l’estate scorsa (agosto 2012), di sole 2 corsie, la cui esistenza era stata seccamente smentita da Provincia e Regione ad aprile, che non ha nessuna delle caratteristiche di interesse locale del progetto originario: nessuna banalizzazione, nessuna mitigazione ambientale, nessun servizio alla “città diffusa” di media pianura, nessun finanziamento al Servizio Ferroviario Metropolitano.

Dopo molte richieste, siamo finalmente riusciti ad ottenere (a qualche giorno fa) la lettera UE, e la lettura ci ha lasciati di stucco.

La lettera, che trovate in allegato, dimostra che l’Unione Europea non prescrive, ma prende atto di un nuovo progetto, presentato il 10 giugno 2012. Questo progetto interpreta il concetto di “variante all’attuale percorso autostradale” non come “spostamento”, ma come “strumento ausiliario”, ovvero aggiuntivo rispetto all’attuale, “la cui sede e la cui natura rimangono immutate”. Il che significa in sostanza la rinuncia alla banalizzazione e all’allargamento della tangenziale.

Quindi, da oltre 2 anni, le nostre istituzioni (Regione, Provincia, Comune) sapevano di questa abdicazione, contenuta nel “nuovo progetto di Passante” inviato a Bruxelles (non “da” Bruxelles). E non solo non hanno – evidentemente – sollevato obiezioni, ma hanno chiuso in un cassetto questa lettera, avallando una sua lettura strumentale (proposta soprattutto da Società Autostrade), che per anni ci ha catechizzati sul fatto che il Passante originario non si poteva fare perché la UE lo aveva bocciato. Il tutto in barba alle dichiarazioni ufficiali sulla strategicità del Passante e sull’essenzialità della banalizzazione, ecc.

La serata di ieri è stata importante per capire almeno che, se a Bologna ci terremo la tangenziale intasata 3 ore ogni mattino e 3 ore ogni sera lo dobbiamo non alla UE, ma alla scelta fatta dagli enti locali, di non dirci la verità da 2 anni a questa parte. Infatti, che si faccia il “Passantino” o non si faccia nulla, per Bologna è irrilevante: in ogni caso ci terremo l’autostrada in mezzo alla tangenziale.

Andrea De Pasquale

La lettera della UE del 5 luglio 2010

I filmati dell’incontro del 9 novembre 2012

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