Articolo
Anna Alberigo, Federico Bellotti, Patrizia Farinelli, Redazione

P.S.M. un senso al futuro

DOSSIER

Sono ormai parecchi anni che il Mosaico segnala la necessità di ripensare la strategia, il ruolo e l’immagine di Bologna. Il Piano Strategico Metropolitano – promosso e sollecitato da tutte le autorità amministrative del territorio e non solo – può essere un’occasione importante di collaborazione condivisa, un’occasione da non tradire nelle tante aspettative e da valorizzare al massimo, ognuno per la propria parte. Mossi da sincera curiosità, abbiamo provato insieme a rileggere questi documenti preparatori, integrandoli con le presentazioni fatte pubblicamente in occasione dell’incontro inaugurale e delle prime due sessioni dei quattro tavoli nei quali il PSM è articolato, inserendo qualche nostra prima osservazione e perplessità.

L’obiettivo centrale di questo progetto/metodo di lavoro è quello di costruire una “visione condivisa del futuro”, visione che dovrebbe nascere da un processo di partecipazione volontaria di tanti soggetti pubblici e privati che vivono ed operano nel nostro territorio.
La visione del futuro di Bologna si costruirà con la discussione intorno ai quattro tavoli promossi sui seguenti ambiti strategici:
1. Innovazione e sviluppo, per il rilancio del tessuto economico- produttivo;
2. Ambiente, assetti urbani e mobilità, per una migliore qualità della vita urbana;
3. Conoscenza, educazione e cultura, per la crescita della persona e della comunità;
4. Benessere e coesione sociale, per soddisfare i bisogni dei cittadini.
A questi temi si aggiungono i temi trasversali della promozione dell’occupazione, della ricerca e la tutela del lavoro. Nel documento “Visione strategica” del Comitato promotore Bologna 2021 sono indicati i pilastri ideali attorno ai quali costruire questa riprogettazione partecipata, seguendo la coniugazione di tre dimensioni non più eludibili:
1. La scelta di ripartire dagli ultimi come qualificante e caratterizzante la progettazione generale (ultimi, intesi nella molteplicità dei loro volti e come inaccettabile risultato delle complesse criticità sociali ed ambientali prodotte dall’attuale modello di sviluppo);
2. L’attrattività e l’accoglienza, come investimento della capacità complessiva e multiforme di Bologna di creare bellezza (bellezza civica, bellezza e rispetto ambientale, bellezza delle relazioni sostenibili, bellezza della produzione culturale, bellezza della ricerca sociale e scientifica, bellezza della salvaguardia e promozione della storia e delle tradizioni, bellezza dell’incontro, bellezza dell’intrapresa, bellezza del lavoro sicuro ed innovativo, bellezza dell’incontro,…);
3. La cura delle relazioni intergenerazionali: gli incredibili cambiamenti registrati nella nostra cultura – anche per effetto della globalizzazione e degli andamenti demografici – impongono diverse e più efficaci modalità di trasmissione delle ragioni di vita e di speranza, dei saperi e delle competenze, sollecitano gratuità e solidarietà intergenerazionali.
Il Comitato promotore propone inoltre le seguenti leve per dare concretezza e valore al progetto:
La sostenibilità ambientale
La mobilità
Le infrastrutture digitali
La partecipazione, per sollecitare la responsabilità di tutti e di ognuno nella costruzione, nell’arricchimento, nel controllo della Comunità civile. Attenzione: la partecipazione è uno strumento che le Amministrazioni hanno liberamente deciso di sollecitare, non deve essere sostitutivo della democrazia rappresentativa prevista costituzionalmente: la partecipazione è sicuramente fonte di arricchimento per tutti ma va mediata dal “filtro democratico” per evitare che chi ha maggiore potere (economico, mediatico, sociale,…) lo eserciti a danno di altri.
La qualità urbana
La goverance metropolitana

La visione strategica del piano
Con il Piano Strategico Metropolitano la società bolognese vuole iniziare un percorso di cambiamento sostenibile, partecipato e condiviso. E’ necessario mettere a frutto le tante risorse economiche, sociali, culturali, produttive, volontarie presenti in città e nel territorio: le Amministrazioni si aspettano forti sollecitazioni e sorprendenti idee dalle “tante energie” attualmente inespresse e che mostrano tanto interesse alla partecipazione. Al di là delle parole, degli slogan, delle buone intenzioni la sfida del PSM si giocherà sulla realizzabilità dei progetti che saranno scelti.
Bologna e tutta la sua area metropolitana hanno bisogno di ripensarsi in termini strategici nello spazio e nel tempo, hanno bisogno di ripensare e ri-progettare mezzi e strumenti per migliorare la qualità della vita della comunità, hanno bisogno di proporre nuove risposte alle esigenze di tutti i suoi componenti (presenti e futuri), hanno bisogno di immaginare un nuovo profilo di convivenza che abbracci tutti: autoctoni, coloro che sono venuti ad abitare da altre terre, disagiati e svantaggiati, studenti e ricercatori,…
Bologna deve ritrovare un ruolo e un nuovo protagonismo culturale, politico, logistico, economico, politico in ambito regionale, interregionale ed europeo.
Bologna deve trovare nuove ragioni per tornare ad essere “porto sicuro e attrattivo” in un mondo in continua e velocissima trasformazione.
Una rinnovata pianificazione strategica richiede un “nuovo civismo”, un civismo che parta dalla collaborazione e rifiuti l’antagonismo, un civismo fatto di tanti cittadini e da una comunità che sappiano farsi carico di responsabilità in prima persona, nella consapevolezza che la “barca” è comune e solo insieme si raggiungono le mete possibili ma ambiziose.
A cura di Federico Bellotti


TAVOLO AMBIENTE, ASSETTI URBANI E MOBILITÀ: ORIENTAMENTI STRATEGICI
La visione strategica del PSM, per quanto concerne l’ambiente e il territorio, propone questi grandi obiettivi:
1. Vivibilità e qualità della vita
2. Sostenibilità
3. Solidarietà
4. Efficienza ed attrattività territoriale
Un inevitabile punto di partenza per le strategie territoriali, energetiche e logistiche del nostro territorio è il “Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Bologna”, che è poi stato recepito dai Piani strutturali del Comune di Bologna e dalle Associazioni intercomunali della Provincia.
Gli elementi fisici del territorio e dell’ambiente, le infrastrutture della mobilità, le modalità d’uso delle risorse naturali, del suolo e dell’energia, la modalità di gestione dei cicli biologici e produttivi devono essere tali da consentire una sostenibilità di lungo termine dello sviluppo. D’altra parte le scelte legate al territorio, all’energia, alla logistica sono funzione delle scelte strategiche legate allo sviluppo del sistema universitario, di quello culturale, della sanità e del welfare, della manifattura: sarà indispensabile considerare questa trasversalità dei progetti strategici.
Gli obiettivi da perseguire mediante opportuni progetti sono:
1. Il rafforzamento della specificità, dell’identità e del ruolo di Bologna, sviluppando la sua storica capacità di captare e mettere in circolazione informazione specializzata, capacità che potrebbe essere uno dei nuovi motori di sviluppo;
2. La definizione di opportuni e rinnovati ruoli per i diversi poli dell’area metropolitana, valorizzando le attuali vocazioni e orientandole nel senso della qualità e della modernità;
3. La cura e la valorizzazione dell’ambiente, delle risorse naturali e del paesaggio, un patrimonio comune da proteggere e difendere a prescindere;
4. La definizione di precisi limiti allo sviluppo degli assetti urbani, in particolare attraverso la “riqualificazione” e la “rigenerazione” dell’esistente e la valorizzazione e la qualificazione degli spazi di uso collettivo;
5. L’innovazione dei sistemi di mobilità delle persone e delle cose, migliorando le prestazioni (efficienza, qualità, integrazione) del trasporto pubblico e fornendo il necessario impulso a forme di mobilità dolce (pedonale, ciclabile, integrata alla ferrovia) e all’impiego di nuove tecnologie (smart city, logistica urbana, reverse logistics,…) e organizzando il tutto in un’ottica pluri-modale con elevati indici di qualità e a basso impatto.
Federico Bellotti 


Parco e ciclovia del Navile: storia da preservare, polmone verde da difendere, via d’acqua sostenibile da (ri)costruire.
Proponenti:
Consulta della Bicicletta – referente Bibi Bellini
Gruppo Ciclozenith – referente Mauro Melloni
Associazione Culturale “Il Mosaico” – referente Federico Bellotti
Il progetto “Parco e ciclovia del Navile” consiste nel realizzare, lungo gli antichi argini del Navile, una ininterrotta via ciclo-pedonale interconnessa alla rete ciclabile che esiste e che deve essere potenziata e “ricucita”; consiste inoltre nel valorizzare le storiche opere idrauliche ed industriali per farne un grande museo della storia energetica ed industriale della nostra terra rendendo i canali una sorprendente attrazione turistica, trasformando il Navile e l’intera rete di canali cittadini in un grande “monumento storico-naturalistico” sul rapporto fra uomo e forze della natura.
LEGGI IL PROGETTO COMPLETO


TAVOLO CONOSCENZA, EDUCAZIONE E CULTURA
La visione strategica del PSM, per quanto riguarda ricerca, formazione e cultura, si propone di valorizzare la significativa presenza sul territorio di Università, scuole, patrimonio storico artistico, istituzioni e associazioni culturali.
Dopo la presentazione, nel primo incontro, di tre rapporti sulle tematiche del tavolo: Scuola e formazione; Università; Sistema culturale, reperibili nel sito psm.bologna.it il secondo incontro ha indicato le finalità da perseguire:
– il potenziamento dell’innovazione, basata sulla ricerca e la valorizzazione delle buone idee;
– la valorizzazione congiunta del merito e della collaborazione, la capacità di “fare squadra”;
– il riconoscimento reale dell’interdipendenza tra istituzioni e realtà associative e comunitarie.
Conoscenza, educazione, cultura sono alla base dei valori e dei comportamenti positivi che contribuiscono alla crescita della società civile e azioni educative e socio culturali sono importanti per ricostruire fiducia e legami sociali in una vita quotidiana spesso caratterizzata da isolamento e frammentazione. Lo sviluppo del senso civico dei vecchi e dei nuovi abitanti, le prospettive di una serena convivenza sociale passano anche attraverso uno stile di accoglienza, di corresponsabilità, di cura per l’ambiente ed i beni comuni.
Si sono individuati alcuni percorsi prioritari:
• intensificare un dialogo costruttivo con l’Università per una ricerca e una formazione collegata allo sviluppo del territorio e all’inserimento lavorativo;
• potenziare le ricadute economiche e sociali della cultura attraverso una strategia di sistema, che coinvolga i diversi protagonisti e guardi con interesse all’esperienza dei “distretti culturali”;
• valorizzare la cultura negli spazi pubblici, anche come strumento per una maggiore vivibilità;
• innovare e rilanciare il patrimonio di competenze orientate al lavoro della cultura tecnico scientifica e professionale;
• sviluppare progetti di “formazione permanente” rivolti a giovani/adulti per promuovere una piena partecipazione alla vita attiva;
• promuovere un impegno condiviso e articolato per la formazione dell’infanzia, con grande attenzione al mutamento del contesto socio culturale e una capacità di rinnovamento dei processi formativi e dei servizi dedicati.
Gli interventi offerti dai partecipanti, numerosi ed attenti, hanno evidenziato le diverse componenti educative e culturali presenti, che spaziano dalle istituzioni: Università, Enea, Provincia, Comuni, Quartieri, alle fondazioni: Golinelli, Aldini Valeriani, ai diversi centri culturali, sportivi, formativi, sostanzialmente accomunate dalla condivisione degli obbiettivi delineati, dal desiderio di maggiore collaborazione, reciproca conoscenza ed accoglienza, dalla volontà di proporre progetti differenziati, aperti ad una partecipazione allargata ed orientati ad una crescita del diritto di cittadinanza.
I progetti saranno presentati al prossimo incontro e discussi attraverso gruppi di lavoro, all’interno dello stesso Tavolo e trasversali a più Tavoli, coerenti ed omogenei ai percorsi da sviluppare.
Patrizia Farinelli


TAVOLO BENESSERE E COESIONE SOCIALE
Nell’incontro del 30 maggio sono stati presentati molti progetti, circa una trentina, in genere molto interessanti, ma di livello molto diverso per quanto riguarda possibile impatto, ampiezza e complessità di attuazione, risorse umane ed economiche coinvolte o da coinvolgere, grado attuale di progettazione o di realizzazione, etc. Ovviamente, questi aspetti vanno valutati ed approfonditi e sarà compito delle future interazioni all’interno del gruppo e a livello generale inserirli rispettivamente in un adeguato contesto.
Dagli interventi sono emerse sopra a tutte queste tematiche:
– Lavoro
– Fare rete e sfruttare al meglio i progetti e le risorse già esistenti, ma che non sono in relazione
– Corretti stili di vita, in particolare evidenziando la connessione tra salute e temi ambientali
– Attenzione agli ultimi
– Metodo di lavoro del tavolo
Per dare una prima idea di che cosa sta emergendo, riportiamo in modo estremamente schematico alcuni esempi di progetti piccoli e grandi, dove in alcuni casiemerge anche il supporto economico a quanto si propone.

Consiglio cittadini stranieri nella provincia di Bologna
Tema: Puntiamo alla piena cittadinanza dei cittadini stranieri
Proposta: Guardiamo al futuro, ad esempio pensare ai luoghi di culto, ai cimiteri agli immigrati anziani (cominciano ad essercene)

Societa It di psicoterapia medica (età evolutiva)
Segnala che nel progetto proposto non si parla di salute mentale.
Chiede come si procede: per progetti e per sottotavoli? Non è possibile
Chiede attenzione per gli ultimi, in particolare per i minori non accompagnati.
Sottolinea come la spesa sociale per l’infanzia venga ormai comunemente letta come un costo.

Associazione Civico 32
Tema: confronto e occasioni di scambio fra le associazioni Bo e provincia
Proposta: A COSTO 0. Una o due volte l’anno manifestazione ai giardini Margherita con associazioni che basano l’autofinanziamento sul mercato dell’usato, seguendo la direttiva europea sul recupero e riutilizzo [N.D.R. La Direttiva europea sui rifiuti (2008/98 CE) stabilisce misure volte a proteggere l’ambiente e la salute delle persone, a prevenire e ridurre la produzione dei rifiuti e migliorarne la gestione. Vedi qui.]

AMRER malati reumatici regione E-R
Tema: supporto ai malati
Proposta: mettere in rete associazioni di pazienti (in analogia a quanto accade a Modena) ad es. colpiti da stroke, tumore al seno ecc per condividere locali ad uso laboratori e palestre per fare attività trasversali anche a costo 0
Infatti la stessa AMRER occupa locali che non sfrutta appieno e che rimangono liberi alcuni giorni alla settimana

Legacoop
Tema: inclusione sociale e inserimento lavorativo di persone svantaggiate
Proposte:
1) Richiesta di misure formali, come un regolamento in analogia con quanto fatto dal comune di Torino con il regolamento 358 del 1998 e 307 del 2005 con cui viene regolato l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati attraverso i contratti della P.A. (Vedi Torino)
2) Esplicitazione dei livelli minimi di assistenza sociale; una volta definito ciò quanto previsto deve essere erogato

LA COOPERAZIONE PUO’ METTERE A DISPOSIZIONE FONDI PER IL MANTENIMENTO DEL LIVELLO DEI SERVIZI E DEI LIVELLI DI OCCUPABILITA’

Associazione UVA PASSA (Volontari presso il carcere minorile)
Temi: Fondamentali la prevenzione e non lasciare soli i ragazzi quando escono dal carcere. Infatti, il sostegno dei servizi sociali non è sufficiente.
Proposta: occorrono fondi per borse/lavoro e contribuire alle prime mensilità di affitto almeno per i primi sei mesi, altrimenti la criminalità sarà l’unica risposta

Associazione L’AURORA
Tema: Sostegno delle famiglie che hanno subito un lutto perinatale, un lutto silenzioso al quale nessuno sa come reagire. Esiste già un contatto con la terapia intensiva neonatale dell’Ospedale Maggiore.
Proposta: Si tratta di aiutare genitori nonni e i figli che ci sono già, anche tramite i loro insegnanti
Anna Alberigo


ALCUNE RISERVE SUL PSM
Il Piano Strategico Metropolitano è partito a Bologna con ottime intenzioni (risveglio di partecipazione, mobilitazione di energie sociali, progettualità diffusa) e ambiziose prospettive (ripensare il futuro di Bologna e rilanciare il suo protagonismo su scala regionale e nazionale). Questo almeno nelle dichiarazioni dei promotori, e nei documenti di partenza, che sanciscono principi ideali altamente condivisibili.
Non può allora lasciare indifferente chi a questo percorso ha creduto (iscrivendosi a diversi Tavoli) apprendere dai giornali notizie di scelte strategiche che lo scavalcano allegramente, come ad esempio la decisione della Provincia di autorizzare l’urbanizzazione di 200.000 mq (non proprio un fazzoletto di terra) di attuale campagna in comune di Granarolo per il nuovo Centro Sportivo del Bologna FC (su terreni di proprietà di soci dello stesso Bologna che di mestiere fanno i costruttori), con evidente prospettiva di diventare polo commerciale ed alberghiero con tanto di nuovo Stadio. O la decisione del Comune di Bologna di espandere il Quartiere Fieristico di 20.000 mq verso nord (ancora su terreno agricolo). Difficile poi cogliere una coerenza tra queste decisioni e il principio, solennemente dichiarato nei documenti all’origine del PSM (oltre che nei programmi di governo delle amministrazioni locali) di ridurre a zero il consumo di suolo vergine.
Vi è poi un altro elemento critico: l’organizzazione dei tavoli in sottogruppi (che tende a spezzettare il dibattito) e l’impostazione a singoli “progetti” spingono a privilegiare un approccio al PSM per micro realizzazioni, trascurando ancora una volta la visione di insieme, la gerarchia delle priorità e le relazioni con gli altri territori.
Infine la volontà originaria (e originale) dei promotori di tenere indenne il dibattito sul PSM da qualsiasi riferimento a scelte “già deliberate” (People Mover, Civis, Servizio Ferroviario Metropolitano, solo per il tema infrastrutture) non aiuta. Difficile parlare seriamente del futuro negandosi il giudizio su passato prossimo e presente. Ci domandiamo infine in che modo sia previsto il coinvolgimento (fondamentale, a nostro giudizio) degli amministratori locali (assessori, consiglieri comunali, presidenti e consiglieri di quartiere) nel lavoro dei Tavoli.
La redazione

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