Articolo
Flavio Fusi Pecci

Il dito e la luna

EDITORIALE DEL NUMERO 42 (ESTATE 2012)

Sconcerto e quasi incredulità, oltre che allarme e incertezza sul futuro, sono oramai gli stati d’animo che occupano la mente di tutti. Ci si domanda: ma come è possibile che siamo arrivati a questo punto? Ogni giorno si scoprono cose scandalose che si abbattono come pietre sulla fiducia nelle istituzioni, i partiti, le persone, o avvengono episodi drammatici che lasciano sgomenti. La risposta di molti singoli, ma anche di gruppi, associazioni, etc. è quella di arroccarsi sul proprio particolare, come per difendersi o sentirsi comunque diversi e non partecipi di questo sfascio, richiudendosi di fatto in un individualismo inconcludente e improduttivo rispetto alla necessità di reagire per invertire la spirale in cui stiamo precipitando come società e come singoli.
Auliche analisi, commenti, dotte disquisizioni e illuminati consigli su che cosa si dovrebbe o si sarebbe dovuto fare (in genere, su che cosa “altri” dovrebbero o avrebbero dovuto fare) riempiono i convegni ai più alti livelli, i talk-show, le discussioni in ogni dove, dai partiti giù giù fino ai capannelli nelle piazze e nei bar.
In questo cacofonico e fastidioso frastuono è cresciuta con rapidità impressionante la figura di Grillo, per alcuni (pochi) straordinariamente positiva, per la maggioranza classificata come quella di un guitto pericoloso che reinterpreta oggi le becere parti tipiche del qualunquismo alla Giannini o del buffone capopolo francese Coluche.
Noi che cosa ne pensiamo? E perché? Io la vedo cosi’: oggi esisti se appari, e appari se e solo se sei o sei ritenuto (in genere a torto) eccezionale nel bene o nel male. Quest’ultima alternativa è infatti del tutto indifferente rispetto all’impatto dell’apparire, anzi mediaticamente è spesso più impattante (e di fatto notato ed apprezzato dai consumatori dell’immagine) apparire nel male (o in quello che tale viene ritenuto) piuttosto che nel bene. Il modo di fare politica di Grillo è (ritenuto) eccezionale nel male: ergo colpisce e accresce adepti. Grillo è quindi condannabile e condannato. Ma con lui lo debbono essere altrettanto tutti i cosidetti “grillini”? Io ne conosco vari e (con ovvie eccezioni) sono in genere ingenui, attenti, preparati, liberi, velleitari, etc. forse non tanto diversi da me quando, trenta o quaranta anni fa, pensavo che la politica e il mondo dovessero cambiare e che la nostra generazione l’avrebbe potuto e dovuto fare, ciascuno per la propria parte.
Ecco allora che provare a rispondere a questa seconda domanda ci pone di fronte al cuore del problema: come mai i grandi analisti e gli accademici, i partiti con i grandi leader, ma anche noi, proprio noi, co-fondatori dei partiti “nuovi” e della politica “nuova”, costruttori dei “nuovi“ programmi, attori ed utenti del “nuovo” mondo globale etc. etc. non abbiamo “cavato un ragno dal buco” e, anzi, accettiamo impotenti questa rovinosa implosione senza futuro della nostra società? Attenzione, anch’io, come immaginomolti, sono fra quelli che dicono: “si, va bene,ma dove sono le proposte concrete ed efficaci? Dove sono i programmi?”, come se le 280 pagine del “nostro” famoso programma abbia portato a qualche glorioso risultato!
Per finire allora, mettiamola cosi’: se il termometro dice alla mamma che il bambino ha la febbre a 41°, ha più senso esaminare con fervida e scrupolosa attenzione il colore, la forma, l’estetica del termometro o non è invece obbligatorio cercare in tutti i modi di diagnosticare e guarire in tutti i modi la malattia del bambino? Non è quindi che stiamo facendo come quello che nel momento in cui un dito “stortignaccolo”, indecente, antipatico, insopportabile, arrogante, insomma “peggio del peggio” indica la Luna… si perde a disquisire sul dito?
Flavio Fusi Pecci

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