Articolo
Federico Bellotti

Il progetto del parco e ciclovia del Navile

Titolo dell’idea/progetto proposto
Parco e ciclovia del Navile: storia da preservare, polmone verde da difendere, via d’acqua sostenibile da (ri)costruire.

Altri partner coinvolti/coinvolgibili per la realizzazione dell’idea progettuale/progetto
CAI
Consulta escursionismo
Museo del patrimonio Industriale
Museo della Storia di Bologna
FAI
Vitruvio
CNR
Legambiente
Associazione “Amici dell’Ortica” già “Amici del Navile”
Gruppo di Studi Pianura del Reno
Associazione culturale “Ponte della Bionda”
Fondazione del Monte
Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna

Oggetto e obiettivi della proposta.
Il progetto consiste nel realizzare, lungo gli antichi argini del Navile, una ininterrotta via ciclo-pedonale interconnessa alla rete ciclabile che esiste e che deve essere potenziata e “ricucita”; consiste inoltre nel valorizzare le storiche opere idrauliche ed industriali per farne un grande museo della storia energetica ed industriale della nostra terra rendendo i canali una sorprendente attrazione turistica trasformando il Navile e l’intera rete di canali cittadini in un grande “monumento storico-naturalistico” sul rapporto fra uomo e forze della natura.

Descrizione generale delle modalità di attuazione dell’idea progettuale/progetto
Il progetto che sottoponiamo al Tavolo territorio, energia e urbanistica del PSM in gran parte esiste già, anzi ne esistono diversi. Quello al quale noi ci siamo riferiti direttamente è pubblicato nel sito del Quartiere Navile ed è stato presentato pubblicamente alla cittadinanza nell’autunno del 2011. Questo progetto di riferimento, promosso nel gennaio 2009 dalla Fondazione Villa Ghigi, si intitola: “IL LUNGO NAVILE da Casalecchio di Reno a Malalbergo – Studio di fattibilità per il completamento dell’itinerario” a firma dell’arch. Elena Vincenzi, del dott. Mino Petazzini e di Silvia Salvatorelli.
Questo progetto parte dalla storia del canale e dalla stretta relazione fra sviluppo economico, commerciale e manifatturiero della città e del contado e presenza della rete di canali e del Navile in particolare. Dopo tanti anni di oblio si è giustamente ricreato interesse per questo “grande abbandonato”, segno ricchissimo della storia lontana e recente, polmone verde da salvaguardare, oasi faunistica importante e imprescindibile per la città e il territorio, via di collegamento fra la città,  la pianura e il mare, tracciato lungo il quale ripensare un nuovo sviluppo sostenibile per il nostro territorio, elemento fondamentale di una rete ciclo-pedonale coordinata e interconnessa capace di incrementare stabilmente l’uso di mezzi sostenibili per gli spostamenti nel territorio dell’area metropolitana.
Questo progetto – se condiviso e promosso come importante progetto metropolitano – potrebbe vedere coinvolte da un lato molti cittadini e associazioni operanti nel territorio (associazioni podistiche, associazioni ciclistiche, associazioni ricreative e di promozione culturale già esistenti ed operanti lungo il corso del canale) alle quali delegare (con opportuni accordi e convenzioni) la salvaguardia e la manutenzione delle aree verdi, la cura delle piazzole di sosta e delle vie ciclo-pedonali e – dall’altro lato – la Provincia, molti Comuni della Provincia e almeno tre quartieri di Bologna attraversati o lambiti dal canale. L’integrazione metropolitana, che noi riteniamo imprescindibile per lo sviluppo di Bologna e del suo territorio nei prossimi decenni, deve anche essere promossa dal basso e questo progetto potrebbe sicuramente favorirla.
Il progetto del Parco del Navile, come si può leggere nell’allegato, in gran parte è già dettagliato e in piccola parte già realizzato. Rispetto a questo progetto proponiamo alcune integrazioni-varianti riportate più sotto che riteniamo sottolineino ulteriormente e recepiscano molte delle parole chiave che il PSM ha offerto all’attenzione delle nostre comunità: sicuramente l’attenzione alle nuove generazioni (con la creazione di ciclovie e di percorsi sicuri casa-scuola), la sostenibilità ambientale e la difesa del territorio, il riuso e la valorizzazione delle opere idrauliche e manifatturiere, la salvaguardia della memoria del nostro passato (con la creazione di un percorso-museo fatto di sostegni, porte vinciane, manifatture, mulini), la creazione di reti di collaborazione tra soggetti diversi, la possibilità di incrementare il senso di comunità e di responsabilità, la promozione della qualità della vita urbana facilitando l’uso di mezzi di locomozione sostenibili e l’attenzione e la responsabilizzazione di tutti i cittadini circa la qualità, la salubrità, la bellezza degli spazi di vita collettivi.

Le integrazioni-variazioni che proponiamo sono:
1. Attraversamento dell’area della stazione ferroviaria con percorso ciclo-pedonale sopraelevato per bypassare il pericoloso sottopasso di via Zanardi e collegare con percorso dedicato l’area ex Zuccherificio (incrocio Zanardi-Carracci) con il parcheggio di via Tanari e la ciclabile Bovi Campeggi-Tanari.
Questo passaggio consentirebbe il collegamento sostenibile dell’intera zona Noce-Pescarola-Lame con il centro storico e potrebbe diventare una via d’accesso ciclistica privilegiata per la stazione ferroviaria. L’utilizzo dei treni da parte dei ciclisti sarebbe ulteriormente favorito dalla presenze di rastrelliere porta biciclette collocate sul lato ovest dei marciapiedi attigui ai binari ferroviari e in prossimità La complessità dell’opera richiede uno studio ingegneristico dedicato e una inevitabile collaborazione con RFI (verificare questa ipotesi collegandola alla realizzazione della nuova stazione).
2. Attraversamento diurno dell’area della stazione ferroviaria lungo la riva sinistra del canale tra il Parco di Villa Angeletti e la ciclabile di via Bovi Campeggi e via Tanari;
Questo importante attraversamento avendo l’accesso sulla riva sinistra del canale (e quindi all’esterno dell’area del Parco di Villa Angeletti) se debitamente illuminato potrebbe essere utilizzato anche per gli spostamenti serali o notturni (e comunque dopo la chiusura dei cancelli del Parco di Villa Angeletti). Per la delicatezza del tracciato e per il fatto di essere in gran parte sotterraneo sarebbe opportuno che il fondo fosse pavimentato in modo regolare o asfaltato.
3. Attraversamento di via Carracci e collegamento con la ciclabile della stessa via Carracci
All’uscita del Parco di Villa Angeletti la via ciclabile si interrompe bruscamente non potendo usufruire di un innesto protetto e/o segnalato con la viabilità della stessa via Carracci. Inoltre deve essere prevista una “connessione ciclabile” tra l’uscita del Parco e l’attuale pista ciclabile realizzata su via Carracci solo nel tratto compreso fra via Fioravanti e via Matteotti realizzando in questo modo una “ricucitura” con un pezzo della attuale rete ciclabile.
4. Attraversamento dell’area ex mercato ortofrutticolo per collegamento con Piazza Liber Paradisus e da qui attraversamento della Stazione ferroviaria (per collegamento diretto con la “tangenziale della bici” lungo i viali di circonvallazione)
In attesa che i lavori del nuovo comparto ex Mercato ortofrutticolo arrivino al termine con la realizzazione delle piste tanto richieste in occasione del laboratorio di urbanistica partecipata, chiediamo se non sia possibile creare nell’ambito o a margine del cantiere, una ciclabile provvisoria che permetta la connessione tra la rotonda di via Gagarin e le piste dietro la nuova sede del Comune.
5. Attraversamento di via Yuri Gagarin (collegamento fra Parco di Villa Angeletti e Parco Marinai d’Italia) con percorso dedicato ciclo-pedonale sopraelevato rispetto al piano stradale;
Prima ipotesi: attraversamento utilizzando il ponte ferroviario sul quale addossare a sbalzo una pensilina ciclo-pedonale con rampe d’accesso facilmente realizzabili sugli attuali terrapieni presenti su entrambi i lati della strada.
Seconda ipotesi in subordine e comunque in via provvisoria: attrezzare un passaggio pedonale con semafori ed opportuna segnaletica orizzontale (come previsto nel progetto allegato di riferimento)
6. Attraversamento di via dei Terraioli con sottopasso ciclo-pedonale dedicato;
Da pensare in termini di fattibilità progettuale: la strada è attraversata da traffico veloce e pesante e costituisce un serio pericolo per pedoni e ciclisti.
7. Collegamento dell’attuale rete di piste ciclabili della zona Lame-Bolognina (spesso non connessa e scoordinata) con la Ciclovia lungo il Navile e progetto per rete ciclabile coerente e connessa a basso costo e avvalendosi anche del fattivo coinvolgimento delle organizzazioni volontarie ciclistiche presenti ed operanti nel territorio.
Questo “sub-progetto” parte dalla constatazione che spesso le ciclabili, in particolare in zona Lame e nelle adiacenze del Parco del Navile, sono frammentate e non costituiscono vera rete. Troppo spesso le ciclabili presentano interruzioni, discontinuità o impedimenti non rilevati dalle mappe del Comune ma molto ben conosciute da chi le percorre o prova a percorrerle tutti i giorni. Constatiamo che dalle mappe delle ciclabili in edizione 2007 a quelle in edizione 2011 (le attuali), si sono “perse” parecchie piste che apparivano in progettazione e che sicuramente sarebbero utili e per le quali chiediamo la riconsiderazione. In particolare questo sub-progetto si pone l’obiettivo di lavorare per  “ricucire” la rete attigua al parco del Navile, ma riteniamo possa essere esportato come modello in tutte le altre aree della città metropolitana.
Facciamo osservare come alcune connessioni ulteriori potrebbero essere ricavate, a costo minimo, sfruttando diversi passaggi (talvolta forse privati, ma probabilmente con servitù di passaggio) che andrebbero semplicemente evidenziati con segnaletica orizzontale, inseriti nelle mappe ed eventualmente liberati per il passaggio agevole delle biciclette da frequenti e spesso inspiegabili barriere architettoniche mal concepite (per fermare motorini, si ostacolano spesso disabili, bici e carrozzine) o assenze di rampe per superare gradini di marciapiedi. Si ritiene che parte di questi lavori di adeguamento (ad es. creazione di piccole rampe, verniciatura segnaletica orizzontale), potrebbero essere attuati da gruppi o associazioni di volontari (es. il nostro Ciclozenith) magari nell’ambito di convenzioni stipulate con il Comune per poter ottenere il materiale: riteniamo che i gruppi di cui sopra, per la conoscenza aggiornata e approfondita della loro porzione di territorio, possano dare, nell’individuazione di soluzioni o possibilità, un aiuto rilevante agli uffici tecnici del comune.
Vedi riferimenti alle cartine della attuale rete ciclabile del Comune di Bologna.
8. Riuso di edifici industriali abbandonati per la realizzazione di sala polivalente musica-teatro-cinema di cui la zona Lame è sprovvista.
9. Utilizzare la Sede del Museo del Patrimonio industriale come centro dell’ipotetico Parco del Navile (Parco che potrebbe nascere avendo come primo obiettivo il coordinamento di tutte le iniziative-attività di promozione e salvaguardia del Parco stesso).
10. Ripristino almeno parziale della funzionalità delle opere idrauliche (sostegni, porte vinciane, casse d’espansione,…) per la loro salvaguardia strutturale e con finalità didattica e di promozione turistica.
11. Recupero ambientale della qualità delle acque (con un continuo monitoraggio degli scarichi lungo il corso) per consentire la fruizione con canoe e gommoni e la salvaguardia delle specie animali che hanno nell’alveo del canale il loro habitat.

Ambito territoriale coinvolto
Tutta la provincia da Casalecchio a Malalbergo

Indicazione degli elementi innovativi della proposta
1. “Ricucitura” e interconnessione della rete ciclabile (oggi frammentata e scarsamente fruibile);
2. Riuso degli edifici industriale;
3. Programma di salvaguardia e conservazione del grande patrimonio delle strutture idriche;
4. Miglioramento dell’intermodalità bicicletta-treno;
5. Collaborazione dei gruppi di sensibilità ambientale con gli enti pubblici dell’area metropolitana per la progettazione, gestione e manutenzione delle piste ciclabili.

Valenza ambientale del progetto
Nei singoli rioni (Lame, Bolognina, Corticella) e nei comuni attraversati potrebbero essere valutati i passaggi auto in alcune strade limitrofe al Parco (trasformando il Parco in una sicura ciclovia l’obiettivo è quello di ridurre il traffico di vicinato a motore); presenze negli edifici riutilizzati (ex manifatture); numero collaborazioni con le scuole.

A cura di Federico Bellotti

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Discussione

Un pensiero su “Il progetto del parco e ciclovia del Navile

  1. Articolo interessante e colgo l’occasione per complimentarmi per questo sito! veramente ben fatto e con tanti articoli utili!

    Pubblicato da manuel | 12/05/2013, 18:18

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