Articolo
Anna Alberigo

Bologna non va… in ferie

EDITORIALE DEL NUMERO 40 (ESTATE 2011)

Finalmente! Bologna ha adesso un Consiglio comunale, una Giunta e un organico amministrativo in via di ridefinizione. L’Istituzione Comune, Quartieri compresi, è tornata a regime e tutte le opportunità di istruttoria, partecipazione, controllo previste dallo statuto sono a disposizione. Basta attuarle.

Per dimostrare che si intende tutti concordemente lavorare con efficienza e dedizione al bene della città, in primis coloro che si sono candidati per farlo e che per questo sono stati eletti/delegati dai cittadini, proponiamo che per il 2011 la pausa estiva sia abbreviata al massimo (senza cadere in insensate esagerazioni), in particolare per quanto riguarda la giunta. Pensiamo che sia importante, da un lato, per trasmettere a tutti i cittadini un segnale tangibile di volontà di un nuovo inizio dopo un commissariamento che ci sembrava non dovesse più aver fine e, dall’altro, per affrontare senza indugio alcuni dei problemi più urgenti – mobilità, infrastrutture, strategie economiche e welfare – che richiedono interventi solleciti, ma meditati.
Come ben si sa, grazie allo slancio della vittoria elettorale ed alla voglia dei nuovi eletti/nominati di dimostrarsi all’altezza, i primi 3-6 mesi di ogni legislatura sono quelli potenzialmente più efficaci per avviare cambiamenti significativi, chiudere progetti e vertenze sbagliate o inconcludenti, intraprendere nuove iniziative.
Naturalmente tutto ciò richiede da parte del Sindaco e della sua Giunta chiarezza di idee, coraggio, forza, libertà. Merola l’ha avuta? E, soprattutto, l’avrà?
Un ripartenza, anche politica, richiede spesso di mettere a fuoco i dati. Ringraziamo Loris Marchesini che ce li ha forniti. Ricapitolando:
2004 261.450 votanti, 254.094 voti validi (7.000 bianche + nulle). Cofferati 142.026 voti.
2009 233.045 votanti, 226.976 voti validi (6.000 bianche + nulle). Delbono 112.131 voti. Per il PD, 85.183 voti.
2011 215.534 votanti, 210.185 voti validi (5.300 bianche + nulle). Merola 106.070 voti. Per il PD, 72.335 voti.
Quindi, in 7 anni i voti per il sindaco “vincente” sono calati di 36.000 unità, circa il 25% di elettori in meno. Anche il PD è di pari passo calato.
In assoluto si ha:
Astensione: 81.442 (28%); PD: 72.335 (24%); PDL: 31.374 (10%); Lega: 20.268 (6,7%); Amelia-SEL: 19.358 (6,4%); Movimento 5 Stelle: 17.778 (5,9%); Nulle, bianche, contestate: 5.349 (1,8%). Si conferma quindi che il primo partito, anche a Bologna, è quello dei disillusi che non vanno più a votare (+10% in 7 anni) che, uniti a quelli del voto bianco o nullo, sfiorano addirittura il 30%.
C’è uno spazio doveroso da occupare, quello dell’esercizio della democrazia a cui tentiamo da tempo di educarci. In questo senso il futuro dell’impegno di associazioni come Il Mosaico e della rete UNIRSI deve essere quello di seguire la vita dell’amministrazione cittadina, le scelte, le determinazioni, le discussioni nell’ambito della Giunta, del Consiglio comunale e delle sue Commissioni, per far emergere i nodi più significativi e su questi provocare l’interesse della città con funzione di conoscenza, di critica e di proposta, evidenziando anche che le scelte non sono mai neutre ed esclusivamente tecniche.
Infine, in attesa di vedere come andranno i primi mesi di attività, riportiamo, condividendolo, il parere come spesso un po’ “urticante” di Andrea De Pasquale:

Merola ha presentato una giunta con 3 caratteristiche obiettivamente nuove: veloce (l’ha formata in pochi giorni), giovane (anche troppo, secondo alcuni), e con parità di genere. Anche i condizionamenti dei partiti non sembrano avere prevalso Il difetto può essere forse quello di essere una giunta un po’ “difensiva”, formata in gran parte da persone tratte da una cerchia piuttosto ristretta, ma d’altronde se questa deve essere la squadra del Sindaco, è giusto che sia lui a sceglierla secondo criteri di fiducia e di relazioni personali forti. Ed è giusto, da parte nostra, aspettare a giudicarla dai fatti. Meraviglia ha destato piuttosto la scelta del Capo di Gabinetto, quel Marco Lombardelli che nessuno aveva mai visto impegnato durante la campagna per Merola, e che infatti fa parte di quel gruppo (ben radicato in Regione) che confezionò la candidatura di Delbono e che ha osservato l’avventura di Merola dalla finestra, con esibito distacco. Se nel Sindaco prevarrà la spinta innovatrice o il bisogno di sistemare persone e conti aperti interni al partito, lo vedremo anche dalle imminenti nomine nelle società partecipate.

Anna Alberigo

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