Articolo
Mariaraffaella Ferri

Nutrimondo Mozambico Onlus a favore dei più piccini

Cittadini del mondo – l’Associazione PMO (Progetto Mozambico Onlus) è stata costituita nel 2001. Ha la sua sede legale a Sarche, in Trentino e la sede operativa a Bologna. Oggi la compagine sociale è composta da 37 soci: alcuni lavorano stabilmente in Mozambico e tutti sono coinvolti in modo diretto nella realizzazione dei progetti associativi, anche con periodi prolungati di volontariato in Africa. L’Associazione conta poi una rete di oltre 200 simpatizzanti e volontari che prestano la loro opera in Italia e che si ritrovano periodicamente per condividere lo stato d’avanzamento delle attività ed i risultati delle iniziative. Ogni giorno in Mozambico sono oltre 5.000 le persone che beneficiano degli interventi della PMO.

mariaraffaella-ferri«Vuoi mangiare con me?” è lo slogan della campagna promozionale di Nutrimondo, il nuovo progetto dell’Associazione PMO per la realizzazione di un Centro Nutrizionale per bambini nella città di Quelimane, in Mozambico.

Il titolo ambizioso non indica la stolta pretesa di “nutrire il mondo”, quanto piuttosto la volontà dell’Associazione PMO di dedicarsi al “mondo della nutrizione” con un’iniziativa rivolta a bambini che, a causa di una dieta troppo povera, soffrono di deperimento fisico ed intellettivo e sono a rischio di ritardo cronico nella crescita.

La decisione arriva dopo dieci anni di attività dell’Associazione nella regione della Zambesia, nel Mozambico centrale, prevalentemente svolte in campo sociale e sanitario, con i progetti di prevenzione e cura dell’Aids realizzati in collaborazione con la Comunità di S. Egidio e il Ministero mozambicano della Salute, e poi nel settore dell’istruzione e della formazione, con l’apertura della Biblioteca e del Centro Ponto de Encontro, dedicati a sostenere nello studio i giovani studenti universitari di Quelimane.

Con l’avvio del Centro nutrizionale s’intende ora fornire un pasto al giorno a bambini malnutriti, per contrastare gli effetti che l’insufficiente alimentazione ha sullo sviluppo e sulla qualità della loro vita.

Da gennaio 2011 partirà quindi la distribuzione dei pasti giornalieri: s’inizierà con 200, per arrivare progressivamente, nell’arco di quattro anni, a un massimo di 800. Il costo del singolo pasto, in base ad un’analoga iniziativa già attuata dalla Comunità di S.
Egidio a Matola, nei pressi della Capitale, è stato quantificato in 50 centesimi di Euro al giorno.

Attualmente i volontari della PMO stanno completando la costruzione della struttura, situata nel Bairo Manhaua, un quartiere particolarmente povero, popoloso e del tutto privo di servizi pubblici, sparso lungo la strada che conduce all’areoporto di Quelimane.
L’area prescelta per l’edificazione del Centro è prossima alla scuola elementare “Martiri di Inhassunge”, frequentata da circa 4000 bambini e gestita dalla Cooperativa di Promozione Umana, fondata nel 1986 da fratel Antonio Triggiante, principale partner locale del progetto. La maggior parte dei bambini che mangeranno al Centro saranno gli alunni delle classi elementari la cui famiglia è iscritta alla lista municipale di povertà: attraverso la distribuzione del pasto si spera infatti di aiutare ed incentivare anche le famiglie più povere a far frequentare con regolarità la scuola ai propri figli.
Il Centro ultimato si comporrà di due grandi padiglioni destinati al pranzo dei bimbi, dotati di bagni con docce e di lavandini, cui si aggiungono gli edifici adibiti a cucina, con celle frigorifere, dispensa e magazzino.

Un ulteriore padiglione sarà poi allestito per accogliere attività formative, riunioni ed iniziative rivolte soprattutto agli adulti ed in particolare alle madri. Sono infatti previsti corsi di cucina, per imparare a meglio utilizzare i prodotti a disposizione ed a migliorare l’alimentazione dei bambini; percorsi di educazione alla salute, per apprendere il rispetto delle norme igienico sanitarie di base, acquisire i primi elementi di pronto soccorso o applicare i rimedi della medicina naturale, oltre che le immancabili azioni d’informazione e sensibilizzazione per conoscere, prevenire e combattere, con consapevolezza e rinnovato impegno, il contagio del virus HIV.

Se la finalità principale di Nutrimondo è assicurare attraverso il pasto la crescita e quindi il futuro ai bambini che accederanno Centro Nutrizionale, il progetto ha fra i propri obiettivi anche il raggiungimento di ulteriori e non meno importanti risultati: punta infatti ad attivare un circolo virtuoso di sviluppo del territorio e di crescita dell’economia locale, sia attraverso la creazione di opportunità di lavoro collegate all’ organizzazione e gestione del Centro (saranno infatti individuati nella comunità locale gli addetti agli acquisti, logistica, pulizie, cucina, distribuzione pasti…), sia con il sostegno ad alcuni microprogetti agricoli per la produzione degli alimenti necessari alla dieta dei bambini ed all’approvvigionamento del Centro.

La durata del progetto Nutrimondo è stata fissata, in accordo con i partner locali, fino a dicembre 2014, con una possibile proroga, da valutare in corso d’opera. Il seme è ormai gettato, ora inizia il tempo di coltivare, con cura e premura, la sua crescita.

Mariaraffaella Ferri

Per saperne di più: www.progettomozambico.org

IL PROBLEMA DELLA MALNUTRIZIONE IN MOZAMBICO

Il rapporto 2009 della FAO evidenzia che sono più di un miliardo le persone malnutrite nel mondo, con un incremento di 100 milioni rispetto all’anno precedente, e di queste 265 milioni si trovano nell’Africa sub-sahariana.
Analizzando la situazione dei diversi Paesi, in generale si rileva una significativa diminuzione in termini percentuali del rapporto tra popolazione e malnutrizione, tuttavia, esaminando i dati del Mozambico, si può ben vedere che la diminuzione delle persone malnutrite non è altrettanto positiva:

ANNI Persone malnutrite e popolazione
1990-1992 8.2 milioni 59% 13.9 milioni
1995-1997 8.6 milioni 52% 16.4 milioni
2000-2002 7.9 milioni 42% 18.7 milioni
2004-2005 7.5 milioni 37% 20.5 milioni

La situazione purtroppo è destinata a peggiorare anche a causa dall’aumento dei prezzi degli alimenti verificatosi negli ultimi anni a livello mondiale; in Mozambico, dal 2005 ad oggi tale aumento ha superato il 50%.

Per quanto riguarda poi la popolazione infantile, l’Unicef calcola in circa 300 milioni i bambini che vivono qualche forma di malnutrizione, 171 milioni dei quali affetti da deperimento e ritardi cronici nella crescita a causa di una alimentazione troppo povera.

Per questo definisce la malnutrizione “un’emergenza invisibile e, come in un iceberg, la sua minaccia reale giace non vista sotto la superficie”: ogni anno, infatti, essa incide per il 40% sulla mortalità infantile globale, pari a 10,6 milioni di decessi annui di bimbi da 0 a 5 anni, a cui si aggiungono 1,5 milioni di morti per conseguenze legate al mancato allattamento al seno. L’Unicef colloca il Mozambico fra i Paesi con il più alto rischio di decesso tra 0 e 5 anni e, anche se negli ultimi 5 anni la mortalità infantile è stata ridotta del 15% , la media di 138 decessi di bimbi 0-5 anni ogni 1.000 nati vivi è ancora un dato assai preoccupante. È opportuno ricordare a questo proposito che solo una piccola parte delle morti per malnutrizione consiste in vere e proprie morti per fame. Nella maggiorparte dei casi infatti la malnutrizione colpisce lentamente e silenziosamente, rallentando lo sviluppo fisico ed intellettivo del bambino, provocando ritardi permanenti e limitando la capacità dell’organismo di reagire alle infezioni ed alle malattie.Non va quindi confusa con la sola scarsità di cibo ma è il combinato disposto dell’insufficienza di proteine, zuccheri e micronutrienti, frequenza di malattie ed infesioni, mancanza di educazione alimentare, consumo di acqua non potabile, carenza di controllo medico e scarsità d’igiene.

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