Articolo
Roberto Lipparini

Diventare italiani? Una corsa a ostacoli

Ogni Stato ha una propria legislazione per concedere la cittadinanza a chi arriva da fuori o anche a chi è nato nel Paese da genitori che non gliela conferiscano automaticamente.In Italia è aperto il dibattito sulle norme vigenti e su come si potrebbero/dovrebbero cambiare. Intanto cerchiamo di capire come stanno le cose.

roberto-lippariniLa legge generale sulla cittadinanza è la 5 febbraio 1992 n. 91, che ha abrogato la legge 13 giugno 1912 n. 555. Nata in epoca di forte emigrazione, la legge 555/1912 sopravvisse sino ai primi anni ’90, quando anche l’Italia venne investita dall’opposto fenomeno di una forte immigrazione.

Chi nasce in Italia da genitori di cui nessuno sia cittadino italiano non acquista la cittadinanza italiana, ma conserva quella dei genitori. Acquista la cittadinanza italiana solo il minore i cui genitori siano ignoti o apolidi, oppure il minore che in forza della legge dei genitori non possa eventualmente acquisire la cittadinanza dei medesimi.

Il bambino nato in Italia da genitori stranieri può chiedere la cittadinanza italiana entro l’anno dal compimento della maggior età qualora in Italia vi abbia ininterrottamente conservato la residenza (art. 4 comma 2° legge 91/1992). Si tratta in ogni caso di norma assai più restrittiva di quanto non possa sembrare; a parte il fatto che l’acquisto della cittadinanza è comunque interdetto prima della maggiore età, il conferimento della cittadinanza è subordinato alla condizione regolare di almeno uno dei genitori già all’atto della nascita (nessuna cittadinanza quindi per il figlio nel caso di regolarizzazione successiva) e che per il lungo arco di tempo di 18 anni il minore non sia stato fuori dal Paese.

La circolare del Ministero dell’Interno del 7 novembre 2007, che pure si sforza superare alcune difficoltà applicative, non fa del resto che sottolineare un impianto di legge estremamente severo; si pensi che persino un ingresso in Italia in età prescolare non consenta, al raggiungimento della maggiore età, di ottenere la cittadinanza.
Qualora uno dei genitori acquisisca la cittadinanza italiana, anche il figlio minore, se convivente, automaticamente la acquisisce (salvo il potere di rinunciarvi, se in possesso di altra cittadinanza, al raggiungimento della maggiore età). Ma acquisire la cittadinanza italiana per lo straniero extracomunitario non è facile, poiché vengono richiesti non meno di 10 anni di residenza legale sul territorio della Repubblica (5 per l’apolide).
Va da sé che anche il minore adottato da genitori di cui uno almeno sia cittadino acquista lui stesso la cittadinanza.

Altro tradizionale canale di acquisto della cittadinanza è quello per matrimonio, sul quale è recentemente intervenuta, in senso restrittivo, la legge 15 luglio 2009 n. 9, significativamente intitolata “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”. Per inciso, è la legge che ha introdotto il versamento obbligatorio di 200 euro per la presentazione della domanda di cittadinanza, oltre che per quelle di elezione, riacquisto o rinuncia alla medesima; ed è la stessa legge che assurdamente richiede che tutta la documentazione di supporto alle domande venga prodotta in originale anziché, come normalmente avviene, in forma autocertificata.

L’art. 5 della legge 555/1992, nella nuova formulazione, prevede che il coniuge straniero o apolide di cittadino italiano, possa richiedere la cittadinanza se, dopo il matrimonio, egli abbia legalmente risieduto per almeno 2 anni (prima erano 6 mesi) nel territorio della Repubblica; se residente all’estero, la cittadinanza può invece essere richiesta dopo tre anni di matrimonio.
E’ però necessario in entrambi i casi che all’atto di adozione del decreto di conferimento della cittadinanza non sia intervenuto scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, né sussista la separazione personale dei coniugi.
I due termini sono comunque dimezzati in presenza di figli nati o adottati.

Giacciono all’esame del Parlamento diverse proposte intese ad allargare i casi nei quali possa essere rilasciata la cittadinanza al minore figlio di stranieri. Due essenzialmente le categorie di chi ne beneficerebbe: anzitutto i figli di genitori stranieri nati in Italia, pur vincolando il rilascio della cittadinanza a condizioni di stabile residenza o quantomeno di soggiorno legale per un numero minimo di anni; in secondo luogo, ed eventualmente al compimento della maggiore età, la cittadinanza andrebbe in ogni caso conferita a coloro che abbiano fatto ingresso nel nostro Paese in età giovanissima e che in Italia abbiano assolto agli obblighi scolastici.

Roberto Lipparini

Annunci

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

AUTORI

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: